Le leggi del regno di Dio: la legge di usare misericordia – Novembre 2014

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“Parlate e agite come persone che devono essere giudicate secondo la legge di libertà. Perché il giudizio è senza misericordia contro chi non ha usato misericordia. La misericordia invece trionfa sul giudizio”.

Chi non ha usato misericordia è proprio chi non ha vissuto l’amore, chi è stato solo prigioniero delle apparenze, chi ha dato peso alle cose e non alle persone. La misericordia è la capacità di entrare affettivamente in rapporto con le persone.

È importante che io sia misericordioso con te, non che tu lo sia come; è importante che io ami, non che io sia amato; è importante che io perdoni, non che sia perdonato; è importante che io capisca l’altro, non che l’altro capisca me. Sono contento quando io sono capace di vivere come Dio, di amare come Dio. Egli ama gli ingrati e fa piovere su tutti; non è molto amato, eppure ama molto. La felicità di Dio non sta nell’essere amato, ma nell’amare. Se poi c’è il ricambio allora c’è l’incontro vero e pieno. La misericordia invece ha la meglio sul giudizio.
La misericordia trionfa nel giudizio, proprio perché è il dono d’amore che fa passare

oltre la valutazione. Non si tratta di pesare quanto c’è da una parte e quanto dall’altra, di misurare, di contare quante cose hai fatto. Vedete come anche in tutte queste immagini c’è sempre la contrapposizione tra qualità e quantità. Il senso della nostra vita è la qualità; la misericordia è la qualità della vita, non la quantità.

Viviamo invece in un mondo dove la quantità è il modello; viviamo in una mentalità capitalista che accumula. Pensate alla situazione dei computer: li fanno sempre più grandi, sempre più potenti, con delle memorie spropositate. Potete metterci dentro di tutto, però non avete le cose da metterci dentro. C’è l’idea del poter avere tanto. È l’incubo dei ricchi, avere tante di quelle cose che poi non riescono a mangiare – perché più di tanto lo stomaco non riceve, e allora si prende e si butta via – oppure avere tante case, automobili o altri beni che non possono assolutamente utilizzare. Istintivamente, però, la quantità dà l’impressione del bello, del buono, della felicità, ma è un inganno, è come la persona vestita bene, gentile, che viene per truffarti.

È la quantità che ci rovina, anche da un punto di vista religioso: la quantità delle azioni, la quantità delle preghiere, la quantità delle cose fatte. Dobbiamo invece puntare sulla qualità; è la qualità della vita che rende felice la vita.

Deve essere una vita bella, abbiamo bisogno di serenità, di calma, di capacità di amare. Una persona che fa tanto, che è stressata, che è nervosa, che è stufa, fa male il bene, non riesce più a fare bene le cose e tratta male anche le persone.

Non ne può più perché effettivamente è stanca, “eppure bisogna farlo” e alla fine le cose vengono fatte male, stiamo male noi. Il risultato è: qualità scadente nel servizio, qualità scadente nella preghiera, qualità scadente nella vita, ma… abbiamo fatto tutto: l’apparenza è salva. Non è vero!

Non interessa l’apparenza, interessa la sostanza, è la misericordia che ha la meglio nel giudizio. Il giudizio sarà senza misericordia contro chi non usa misericordia e la prima misericordia da usare è proprio nei nostri confronti, nel senso di migliorare la qualità della nostra vita. È quello che il Signore vuole, ci vuole persone “contente” , vuole che stiamo bene, è il desiderio primario del Signore; vuole che siamo delle persone contente, non vuole farci stare male, vuole farci stare bene. State quindi sereni e godetevi questo tempo, godetevi la natura, il sole, il mare e rendete grazie al Signore di queste possibilità. Non affannatevi a fare tanto, puntate alla qualità delle vostre attività, alla qualità della vita di relazione con il Signore. Per poter fare di più bisogna essere capaci di stare con il Signore in tranquillità; anticipate adesso un po’ di riposo del paradiso.

Se riusciamo a mettere in pratica ogni punto della legge, ma falliamo in un solo punto di essa saremo giudicati per tutti i punti. Se giudichiamo una persona invece di essere misericordiosi, quando saremo giudicati da Dio riceveremo giudizio e non misericordia. Dio ci tratta nella stessa misura con la quale trattiamo gli altri. Usiamo sempre la misericordia restando fermi nell’amore, anche quando dobbiamo correggere e disciplinare l’altro. Proprio come un genitore si comporta con il figlio.

“Dio è amore” (1Gv 4:8). Egli è “il Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira, ricco in bontà e fedeltà, che conserva la sua bontà fino alla millesima generazione, che perdona l’iniquità, la trasgressione e il peccato”. Perché allora “non terrà il colpevole per innocente” e “punisce l’iniquità” (Es 34:7)?

Dio è “speranza d’Israele, suo salvatore in tempo di angoscia” (Ger 14:8). Lo sguardo misericordioso di Dio è “su quelli che sperano nella sua benevolenza, per liberarli dalla morte e conservarli in vita in tempo di fame” (Sl 33:18,19). Come è possibile che il Dio misericordioso che salva perfino dalla morte, renda vana la sua opera salvifica e la sua stessa benedizione punendo?

Il fatto è che l’essere umano pecca e trasgredisce. Ci si può quindi riferire a Dio solo includendo il giudizio e la punizione. “Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore, non ti ripugni la sua riprensione; perché il Signore riprende colui che egli ama, come un padre il figlio che gradisce” (Pr 3:11,12). “Tutti quelli che amo, io li riprendo e li correggo; sii dunque zelante e ravvediti” (Ap 3:19; cfr. Eb 12:6). “Quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, per non essere condannati con il mondo”. – 1Cor 11:32.

Se la misericordia e il giudizio di Dio fosse una contraddizione, sarebbe irrisolvibile. Ma se la questione fosse risolta togliendo il giudizio per far posto solo alla misericordia, non sarebbe più misericordia ma permissivismo e noncuranza, lassismo. Il peccato reca sempre danno, immediato o più a lungo termine, ma sempre e solo danno.

Ciò appare sin dalle prime pagine della Bibbia, con il peccato della prima coppia e poi con quello dell’intera umanità su cui si abbatté il Diluvio. Dopo la catastrofe che inondò l’intera terra con le acque diluviali, la misericordia di Dio prevale ed egli dichiara solennemente: “Io non maledirò più la terra a motivo dell’uomo” e garantisce: “Non colpirò più ogni essere vivente come ho fatto. Finché la terra durerà, semina e raccolta, freddo e caldo, estate e inverno, giorno e notte, non cesseranno mai” (Gn 8:21,22). Perché? “Poiché il cuore dell’uomo concepisce disegni malvagi fin dall’adolescenza” (Ibidem, v. 21).

Dio desidera conservare in vita l’umanità così com’è, a dispetto di ogni sua inclinazione a fare il male. Non è una resa: è pazienza, è sofferta sopportazione. In vista di qualcosa di meglio.” Perché Dio è ‘paziente verso di noi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento’ (2Pt 3:9). “Oppure disprezzi le ricchezze della sua bontà, della sua pazienza e della sua costanza, non riconoscendo che la bontà di Dio ti spinge al ravvedimento?”. – Rm 2:4.

Gesù non stava con gli intransigenti della legge, perché al centro della sua sollecitudine non era la legge ma la salvezza dell’uomo o della donna che incontrava.

Mt 23, 23-26 Gesù parlò dicendo:

«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito».

Non era ossessionato dal peccato, che certo pur condannava, ma sentiva come suo compito l’annuncio della buona notizia che l’amore di Dio salva. In questo, va detto, non ha seguito la predicazione del Giovanni il Battista, avendo compreso che ciò che spettava a sé, dopo tutta la predicazione profetica, era annunciare il Vangelo, mostrando con parole e azioni che Dio non castiga chi ha peccato e che la misericordia e il perdono di Dio sono più decisivi della legge.

Se nell’Antico Testamento, fino a Giovanni, vigeva il principio secondo cui al peccato deve seguire la conversione, e solo in seguito a questa sono possibili il perdono e la misericordia, per Gesù invece, una volta infranta la legge, al peccato segue la misericordia di Dio, la quale può causare la conversione. Non è la virtù che rende capaci di amare, ma è l’amore che rende più virtuosi! Alla peccatrice colta in adulterio, condotta da Gesù affinché egli confermi la condanna della lapidazione prevista dalla legge, Gesù dice: “Io non ti condanno, ti perdono, e di conseguenza va’ e non peccare più”. L’azione dell’adulterio è condannata, chi ha commesso il peccato no! Verso il peccatore nessuna condanna, ma neanche ciò che può essere equivalente a essa, il giudizio, che invece spetta a Dio solo, su ciascuno e su tutti.

Guardate, io metto oggi davanti a voi la benedizione e la maledizione: la benedizione se ubbidite ai comandamenti del Signore vostro Dio, che oggi vi do; la maledizione, se non ubbidite ai comandamenti del Signore vostro Dio, e se vi allontanate dalla via che oggi vi ordino” (Dt 11:26-28). Benedizione, con l’ubbidienza. L’alternativa è la maledizione. L’ebraico non ha una via di mezzo: o si ama o si odia (cfr. Lc 14:26);

Il Signore scruta tutti i cuori e penetra tutti i disegni e tutti i pensieri. Se tu lo cerchi, egli si lascerà trovare da te; ma, se lo abbandoni, egli ti respingerà per sempre”. – 1Cron 28:9

“Siate Misericordiosi, che allora anche a voi verrà usata Misericordia!?”. Come si può essere misericordiosi e contemporaneamente giusti?

Il Signore ce lo dice: “Si sia giusti con se stessi e misericordiosi verso i fratelli, così si vive nell’armonia perfetta di Dio e si è perfettamente giusti, misericordiosi e fedeli”.

ora il diario del mese…

21 Ottobre  / 1-2 Novembre : Ritiro d’autunno .

Nella splendida cornice  del centro apostolico Dehoniano di Albino abbiamo passato tre giorni di comunione pieni di allegria e  di benedizioni. Un tempo veramente speciale come ogni volta che il SIgnore ci ha dato la grazia di incontrarci insieme da tutta la nazione intorno alla parola di Dio.  Il ritiro d’Autunno è uno stare in famiglia  caratterizzato dalla presenza e amministrazione spirituale dei servi di Dio che dal nord al sud sono in comunione con la nostra realtà. La bellezza è che in tutti questi 12 anni non c’è mai sttao un incontro uguale al precedente ma ognuno è stato caratterizzato dalla guida sovrana dello Spirito Santo portando  avanzamento nella vita dei singolo e della chiesa. Quest’anno abbiamo avuto anche il piacere di condividere la comunione con il ministero della fam.  Butturrini che hanno contribuito molto positivamente all’ottimo successo del ritiro.

Potete trovare sul nostro canale you tube  Oikosnetworktv la registrazione audio/ video di tutti gli insegnamenti  sul tema del ritiro : la fedeltà . Saranno senza dubbio motivo di benedizione  anche per voi.workshop  ritiro d'autunno

3 – 17 Novembre :  Impegno con la chiesa di Milano ed   “Il rifugio ” in Asti

Questo è la normale amministrazione di ogni mese.

17 Novembre  – 9 Dicembre: Missione In Brasile

Il tempo in Brasile è stato molto positivo e benedetto. Ho visitato San Paolo ed insieme alla cara Carmela Bruno la “Missione Pioniera” , una missione che da oltre 20 anni si preoccupa di sostenere missionari in varie parti del mondo. Poi sempre in San Paolo ho ministrato nelle chiese di Osasco e Baureri della missione ” Risveglio delle nazioni” . Da li a Salvador , Bahia, per un altra conferenza nella chiesa guidata dall’Ap. Helder Sousa. Da Salvador a Curitiba  nello stato di Paranà e Blumenau nello stato di Santa Caterina.  Ovunque siamo troviamo la grande famiglia di Dio che porta la luce della grazia in ogni luogo ed ovunque andiamo ci sentiamo a casa uniti nella cultura del regno di Dio. Grazie a tutti i  ministri  e le chiese che mi hanno ospitato  e grazie al Signore per questo bellissimo tempo di comunione con vecchi e nuovi amici. Un bel regalo fattomi dal mio celeste Papà.

A Curitiba Il culto della domenica in Salvador INES E PAOLO Con il Past .Daniel

vedi album foto

 

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