Le condizioni per entrare nel regno – Dicembre 2014

perla-e-conchiglia-1024x7211Tutto l’universo è tenuto insieme da leggi , regole e condizioni. Il creato e tutto ciò che lo compone rispettano leggi e condizioni spesso sconosciute all’uomo e continua a sussistere grazie alla osservanza di queste leggi.

Per esempio la legge di gravità ha esercitato il suo effetto per millenni senza che nessuno sapesse che esisteva, infatti la sua scoperta è recente e dovuta ad Isacco Newton nel 1600. La mancanza della sua conoscenza non ha impedito alla gente di rimanere attaccata al suolo in qualsiasi parte della terra si trovino ed alle mele di cadere a terra quando sono mature…

Lo stesso può dirsi del susseguirsi delle stagioni: nessuno può cambiare l’ordine stabilito nelle leggi della natura e le stagioni continuano a susseguirsi procedendo dalla primaver, all’estate, all’autunno all’inverno in un ciclo perpetuo fino a che la terra esiterà. Infrangere queste leggi naturali può portare nel caos e nella distruzione. Questo infatti si sta verificando negli ultimi decenni a motivo della avidità e sete di potere dell’uomo; ne sono esempi eclatanti l’effetto serra ed i cambiamenti climatici innescati per la mancanza del rispetto delle regole e delle condizioni stabilite dal creatore.

Tutto questo avvine a livello del naturale, ma ci sono delle leggi e condizioni stabilite da Dio che hanno effetto sia sul naturale che sullo spirituale.

Un esempio di queste leggi è l’istituzione del matrimonio. Dio ha stabilito una legge e delle condizioni precise per la nascita di una famiglia.

Marco 10:6 Ma all’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; Marco 10:7 per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola.

Marco 10:8-9 Sicché non sono più due, ma una sola carne.  L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto».

L’atto naturale della unione tra due esseri di diverso genere produce un effetto spirituale ed entra nella dimensione in cui chi unisce è Dio e non l’uomo, e ciò che Dio ha congiunto l’uomo non può separare. Un atto naturale di due distinte persone porta ad una unione fisica, ma anche spirituale che merita l’interessamento di Dio e il sancire una sua legge : L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto».

Nel regno di Dio vi sono condizioni  la cui conoscenza porta a vivere nella benedizione del regno. Esaminiamone alcune.

  • La prima : avere l’attitudine di un bambino
  • La seconda : essere disposti a rinunciare per seguire Gesù
  • La terza : avere la mentalità del regno
  • La quarta : avere fede in Gesù

La prima: avere l’attitudine di un bambino Marco 10:15 

Per entrare nel regno devi avere l’attitudine di un bambino :

Marco 10:15 ” In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso”.   Essere come un bambino qui significa essere fiduciosi, semplici, consapevoli della propria incapacità ma della capacita che viene da colui che ci accoglie e ci benedice. In questo passo la religiosità è contrapposta al desidero delle persone di ricevere la benedizione da Gesù.

Marco 10:13 “Gli presentavano dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano”. I discepoli sgridavano le persone che portavano i bambini a Gesù. Perché? Magari pensavano di far bene per preservare il maestro dai fastidi. Magari pensavano che non era il caso. Forse pensavano che quello che loro stavano facendo non erano roba da bambini. Oppure pensavano che Gesù non era interessato ai bambini…

Ma Gesù non era ciò che loro pensavano, era altra cosa. Il nostro modo di pensare impedisce che la benedizione di Gesù arrivi a coloro che la desiderano.

Marco 10:14 Gesù, al vedere questo, s’indignò. Abbiamo qui una santa rabbia, trasformata in un sano insegnamento per i discepoli e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio.

Marco 10:16 E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva. La bibbia spesso ci porta il paragone dei bambini e normalmente lo fa i rapporto al fatto che dobbiamo crescere spiritualmente e non essere più bambini.

1Corinzi 3:1 Fratelli, io non ho potuto parlarvi come a spirituali, ma ho dovuto parlarvi come a carnali, come a bambini in Cristo.

1Corinzi 14:20 Fratelli, non siate bambini quanto al ragionare; siate pur bambini quanto a malizia, ma quanto al ragionare, siate uomini compiuti.

Galati 4:3 Così anche noi, quando eravamo bambini, eravamo tenuti in schiavitù dagli elementi del mondo;

1Pietro 2:2 come bambini appena nati, desiderate il puro latte spirituale, perché con esso cresciate per la salvezza,

Qui al contrario Gesù ci ammaestra ad essere come bambini.

Certo non significa che dobbiamo prendere l’attitudine di capricciosi o piagnucolosi o ribelli. Al contrario semplici, mansueti e gioiosi, con tanta energia e tanta voglia di fare, proprio come lo sono i bambini.

Questo è un problema di cuore.

C’è chi ritiene di essere maturo e sapere le cose e impedisce ad altri con l’atteggiamento del suo cuore di arrivare a Gesù per fare avere una benedizione.

C’è chi non si preoccupa di niente al di fuori di ricevere da Dio e così nonostante tutto spinge anche opponendosi a quei ragionamenti che umanamente possono sembrare giusti, per portare qualcuno ad essere benedetto da Gesù.

Dove sei tu? Dio non sta cercando religiosi, savi o intelligenti, ma persone con un cuore come quello di un bambino, sinceri ed onesti.

Vari anni fa quando abbiamo iniziato il nostro ministero full time nel sud Italia siamo stati invitati in casa di una famiglia povera e con scarsa educazione. Così io e mia moglie siamo andati. L’ambiente non era certo di prima classe…. Siamo stati accolti in camera da letto che fungeva anche da ripostiglio e garage per le biciclette. Il bagno non assomigliava per niente a quello dell’Hilton ed in genere c’era molto disordine e decadenza dappertutto.

In quella occasione siamo stati invitati a pranzare con loro insieme a tutta la famiglia, i miei figli Lorenzo e Michele compresi.  Così per amore del vangelo abbiamo accettato. Lorenzo era un bambino di pochi anni e come tutti i bambini non sapeva i modi corretti di fare. Poi era una sorta di bocca della verità e così accadeva che diceva sempre tutto quello che gli passava per la mente o aveva sentito dire in altri momenti dai più grandi. A casa ce l’abbiamo messa tutta con Lorenzo spiegando che la casa dove andavamo non era proprio così ben messa come lui era abituato e che per favore, non facesse commenti di nessun tipo. Cosi con tanta preparazione il giorno fatidico siamo andati. Ma appena entrati Lorenzo, nostro malgrado ha aperto la bocca dicendo “ mamma ma questa casa non è cosi schifosa come mi avevi detto!”

La preparazione non era stata sufficiente, il cuore di un bambino non conosce il “ saper fare” né comprende certe , cose perché è onesto e sincero naturalmente!

La seconda: essere disposti a rinunciare per seguire Gesù: La storia del giovane ricco 

Marco 10:17 – 21 Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?». 18 Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. 19 Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre». 20 Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». 21 Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: và, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi».

C’era un buon desiderio nel giovane ricco e il suo cuore era onesto e puro in ciò che faceva. Era così ben animato che voleva trovare la perfezione. Può essere che lui stesse cercando approvazione? Io credo che non fosse così perché leggiamo che Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: và, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi».

Era perfetto per la legge, ma era ancora imperfetto per la grazia !!!

Il regno di Dio oggi appartiene alla grazia e per entrare nel regno devi essere spogliato dell’ attaccamento a tutte le tue ricchezze.

Marco 10:22 Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni. Ancora una volta era un problema di cuore. Il cuore non era per seguire Gesù, costasse pure tutto, ma essere giusti e perfetti.

Marco 10:23 Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!». Marco 10:24 I discepoli rimasero stupefatti a queste sue parole; ma Gesù riprese: «Figlioli, com’è difficile entrare nel regno di Dio!

Dio non ce l’ha con le ricchezze e non desidera certo che soffriamo. Questa affermazione di Gesù non è contro le ricchezze ma contro l’amore per il denaro.

La parola di Dio ce lo conferma:

1Timoteo 3:3.non dedito al vino né violento, ma sia mite, non litigioso, non attaccato al denaro,

1Timoteo 6:10 Infatti l’amore del denaro è radice di ogni specie di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si sono procurati molti dolori.

2Timoteo 3:2 perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi,

Ebrei 13:5 La vostra condotta non sia dominata dall’amore del denaro; siate contenti delle cose che avete; perché Dio stesso ha detto: «Io non ti lascerò e non ti abbandonerò». Gesù disse al ricco , distribuisci, avrai un tesoro nel cielo.

Marco 10:25 È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». 26 Essi, ancora più sbigottiti, dicevano tra loro: «E chi mai si può salvare?». 27 Ma Gesù, guardandoli, disse: «Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è possibile presso Dio». 28 Pietro allora gli disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». 29 Gesù gli rispose: «In verità vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo,30 che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna. 31 E molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi».

La terza: avere la mentalità del regno I figli di Zebedeo

I figli di Zebedeo avevano un modo di pensare terreno, naturale; volevano accaparrarsi il migliore posto. 35 E gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo». 36 Egli disse loro: «Cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: 37 «Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù mette in evidenza questo modo errato di pensare e presenta il costo di ciò che chiedono: Marco 10:38 Gesù disse loro: «Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». Nel regno tuttavia non si entra per merito,ma per grazia Marco 10:39 E Gesù disse: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete. 40 Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato». Marco 10:41 All’udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni. La nuova mentalità del regno è segnata dal servizio e non dalla supremazia Marco 10:42 Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. :43 Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Marco 10:45 Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». Cosa significa questa nuova mentalità? La parola ci esorta ad essere trasformati nello Spirito della nostra mente, ad assumere i pensieri di Dio ed a vivere in comunione con lui ed in pace con i fratelli.

La quarta: avere fede Bartimeo

Bartimeo , una situazione impossibile:

Marco 10:46 E giunsero a Gerico. E mentre partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. L’esercizio della fede: 47 Costui, al sentire che c’era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Marco 10:48 Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».

Gesù ode: Marco 10:49 Allora Gese soprannaturali : perché il regno di Dio non consiste in parole, ma in potenza (1Corinzi 4:20 ) e la fede è la condizione essenziale per entrarvi.

…ora il diario del mese…

Dopo il rientro dal Brasile il 9 dicembre il mese è passato velocemente con la routine ordinaria tra Milano ed Asti. Una pausa familiare in occasione delle feste natalizie  a Grosseto fino al 2 gennaio accompagnando la nonna Luisa.

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