Necessità di padri e madri spirituali nel Signore – Luglio 2015

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Ci sono molte persone che sono orfane, non tanto dei loro genitori terreni quanto per il fatto che vanno alla deriva per mancanza di radici spirituali ed emotive. Si tratta di uomini e di donne respinti ai margini della società da offese e da rifiuti e che sono soli nel mondo.

Sembra che anche la chiesa sia piena di molti orfani sradicati e spiritualmente alla deriva. Può darsi che siano stati portati al Signore e poi abbandonati, o può darsi che a causa di colpe loro o di altri non siano mai diventati parte della famiglia spirituale.

Essi hanno un disperato bisogno di cura pastorale. Hanno bisogno dell’insegnamento della Parola di Dio, dell’ammaestramento nei sani principi e dell’incoraggiamento e dell ‘esortazione di gente matura nel Signore. Hanno bisogno di un padre o di una madre spirituale per essere aiutati a crescere nel Signore.

Altri hanno bisogno di un rapporto paterno, cioè hanno bisogno del tipo di esempio che solo una saggia e stabile figura materna o paterna può fornire.
Quando qualcuno non ha avuto cure paterne appropriate negli anni dello sviluppo, continua poi ad avere bisogno di quel tipo di esempio anche quando è adulto. Non deve trattarsi di un palliativo o di un appiglio al quale aggrapparsi, ma è senz’altro un’esigenza fondamentale da affrontare.

ESEMPI BIBLICI

Pietro esortava gli anziani: “Pascete il gregge di Dio che è fra voi” (1 Pietro 5:2)

Paolo diceva ai cristiani di Corinto: “Poiché quand’anche aveste diecimila pedagoghi in Cristo, non avete però molti padri… Appunto per questo vi ho mandato Timoteo, che è mio figliuolo diletto e fedele nel Signore; egli vi ricorderà quali siano mie vie in Cristo Gesù, com’io insegni da per tutto, in ogni chiesa (1 Corinzi 4:15-17).

Paolo ricordava ai Tessalonicesi: “Siamo stati mansueti in mezzo a voi, come una nutrice che cura teneramente propri flgliuoli… e sapete pure che, come fa un padre coi su figliuoli, noi abbiamo esortato, confortato e scongiurato ciascun voi a condursi in modo degno di Dio, che vi chiama al Suo regno alla Sua gloria” (1 Tessalonicesi 2:7,1 1-12).

C’è ancora l’ammonimento che Dio dava ai ‘pastori d’ Israele’ in Ezechiele 34.

Non rimane alcun dubbio sul pensiero di Dio quando non c’è nessuno in mezzo al Suo popolo per pascere il gregge, fortificare i deboli, guarire gl’infermi, ricercare chi è perduto e raccogliere chi si è allontanato e disperso.

Il compito di padre o madre nel Signore non è riservato ai pastori e alle guide spirituali.

C’è anche un ruolo realmente vitale per chiunque sia giunto alla maturità di ‘padre’ o ‘madre’ che, pur non avendo necessariamente un ruolo ufficiale di guida nella chiesa ha la disposizione a prendersi cura degli altri.

Di quelli che sono padri nel Signore, Giovanni dice: “Padri, v’ho scritto perché avete conosciuto Colui che è dal principio” (1 Giovanni 2:14).

Ai giovani piace combattere il diavolo, ma i padri conoscono il Padre. Con la sola presenza sono di ammaestramento a chi li circonda, a causa della Ioro maturità e profondità nel Signore.

Dobbiamo creare le condizioni perché questi papà e mamme abbiano la possibilità di svolgere iI ministero. Avendo disponibilità tempo a disposizione e una casa aperta, con la loro vita possono compiere un ministero di guarigione e amore.

NECESSITA’ DI EQUILIBRIO

Come per ogni altra cosa l’accento sui padri può essere portato ad  estremi. L’ultima cosa di cui oggi le persone hanno bisogno è la falsa autorità.

La Bibbia parla di uguaglianza, di autorità e di servizio .

E’ molto importante conoscere la differenza fra questi tre concetti .
Molta confusione è stata creata nel corpo di Cristo perché le distinzioni non sono state fatte appropriatamente.

I padri secondo Dio desiderano servire gli altri e trattando uomini e donne, come loro uguali.

Partono con un atteggiamento di uguaglianza e non di autorità, perché non è l’autorità che li interessa, ma il servizio.

Se invece partono con un atteggiamento di autorità mostreranno inevitabilmente un complesso di superiorità e andranno verso una forma di paternalismo che domina e soffoca gli altri.

Credo che Gesù avesse in mente questa specie di autorità oppressiva quando diceva in Matteo 23:9: “E non chiamate alcuno sulla terra vostro padre…” Infatti il Contesto dell’affermazione di Gesù è un ammonimento contro il fariseismo.

Egli stava condannando coloro che sono guidati dal proprio orgoglio e che ‘tutte le loro opere le fanno per essere osservati dagli uomini’ (Matteo 23:5).

Non voleva dire che non abbiamo bisogno di padri in Dio. Al contrario! Egli diceva che un vero leader guida come un padre amorevole e non come un padrone o qualcuno posto su un piedistallo.

Perciò non è il titolo che noi diamo alla guida spirituale ad essere importante (Gesù usa tre diversi titoli in Matteo 23:1-12 per illustrare il Suo punto di vista), ma l’atteggiamento di chi porta il titolo.
Si può chiamare ‘servo’ una guida, ma la parola perderà immediatamente il suo significato se la guida è un dittatore.

Forse il centro di quello che diceva Gesù è che un’autorità secondo Dio non dipende dal titolo o dalla posizione, ma dall’avere o no un atteggiamento di servizio e una vera umiltà nelle relazioni con gli altri.

La descrizione  che segue può aiutare a distinguere fra i due modi di intendere la funzione di guida

a. Padri oppressivi

1. Agiscono come se essi fossero la sorgente di guida per le vite altrui

2.Pongono l’accento sui diritti dei leader

3.Pongono i leader in una categoria a parte con particolari privilegi

4. Cercano di controllare le azioni degli altri.

5. Danno risalto all’importanza dei leader che aiutano gli altri.

6. Usano regole e leggi per controllare gli altri e costringerli a conformarsi ad uno “stampo”.

7.Affrontano il peccato al livello delle azioni esteriori e della conformità al gruppo

8. Accentuano l’unicità del loro gruppo e la rivelazione speciale che Dio ha dato al loro gruppo e non ad altri.

9. Giudicano in base al loro punto di vista di leader le risposte degli altri a Dio. Scoraggiano la diversità di pensiero e d’azione

b. Padri nel Signore

1.Credono che Dio sia la sorgente di guida e che gli altri cristiani debbano imparare ad ascoltare la Sua voce

2.Pongono l’accento sulle responsabilità dei leader

3. Mettono in risalto il corpo di Cristo nel servizio reciproco, con il Signore al centro dell’attenzione.

4.Incoraggiano gli altri a dipendere da Dio

5. Danno risalto all’importanza di equipaggiare i santi per il servizio.

6. Creano un’atmosfera di fiducia e di grazia che incoraggia la crescita spirituale.

7. Affrontano il peccato al livello della disposizione del cuore e del ravvedimento davanti a Dio.

8. Accentuano l’importanza dell’unità nell’intero corpo di Cristo e dell’umiltà verso gli altri.

9. Danno importanza alla disposizione del cuore verso Dio come base dell’unità e non a una semplice conformità dottrinale.

L’autorità biblica non è mai imposta: è offerta. Non è né una posizione né un diritto.

E’ il lavoro che scaturisce da quello che siamo e non un incarico che diciamo di avere o un titolo che attacchiamo sulla porta.

Viene dall’unzione dello Spirito di Dio cd è la somma totale del carattere, della saggezza, dei doni spirituali, dell’attitudine al servizio di una persona.

Perché l’autorità si esplichi in maniera biblica dev’essere liberamente accettata, cioè se una persona non accetta quel che un leader dice, questi, che abbia ragione o torto, non ha alcuna autorità sulla vita di quella persona. Obbligare a una reazione diversa è manipolazione e coercizione.

I padri nel Signore comprendono questi principi sull’autorità. Conoscono il carattere del Padre e perciò sono rilassati nel loro ministero verso gli altri.

Questo non significa che essi non siano sicuri o che non si confrontino con le persone quando ciò è necessario, ma anche questo dipende dal fatto che hanno imparato a fare quello che vuole Dio e non già essi nella posizione di leader.

padre e figlio

RICEVERE DAI PADRI NEL SIGNORE

E’ necessario essere umili per ricevere dagli altri. Quando Dio porta nella nostra vita una persona perché ci sia di esempio e di ammaestramento, noi dobbiamo essere nella giusta disposizione per ricevere quello che Dio dispone per noi.

Dio desidera darci conforto e incoraggiamento per mezzo degli altri, ma non può fare ciò se noi non siamo disponibili all’aiuto, se non abbiamo un cuore aperto a ricevere il dono di Dio.

Se crediamo di non avere bisogno degli altri non dimostriamo di essere umili o maturi, ma anzi mostriamo d’essere orgogliosi.

Naturalmente davanti a Dio abbiamo la responsabilità finale di discernere se quello che gli altri ci dicono è o non è giusto per noi. Non possiamo essere d’accordo se non siamo convinti.

C’è una differenza fra uno spirito sottomesso e l’ubbidienza assoluta.

L’ubbidienza assoluta è dovuta solo a Dio, la sottomissione è data all’uomo.

La sottomissione è una disposizione di apertura a ricevere qualcosa da un altro. Solo Dio è degno di ricevere devozione totale.

Quando alcuni degli ‘uomini potenti’ (cioè uomini coraggiosi nell’esercito) che vivevano con Davide lo sentirono dire che desiderava dissetarsi con l’acqua del pozzo di Betlemme, decisero di accontentano. C’era solo il problema che il pozzo era all’interno del campo dei Filistei, nemici di Davide. Con un’azione rischiosa essi si aprirono la strada nel campo nemico e a prezzo della propria vita procurarono a Davide quell’acqua fresca e preziosa.
Riuscite a immaginare l’espressione dei loro visi quando si guadagnarono il campo feriti e sanguinanti ma orgogliosi per la loro a impresa?
Con loro grande sorpresa Davide prese l’acqua che gli veniva offerta e la versò per terra! “Una devozione simile”, disse Davide, “si deve solo a Dio”.

Davide rifiutò di ricevere codesta forma di lealtà e di devozione. Apparteneva a Dio e non agli uomini! Sì, i suoi uomini gli erano profondamente leali, ma Davide sapeva che c’era nei cuori umani una capacità di devozione che doveva essere data solo a Dio e perciò a Dio la diresse in maniera corretta.
Per quanto colpiti, questi uomini potenti tramandarono in sèguito ad altri quella lezione che avevano ricevuto da Davide, cioè che Dio deve sempre avere il primo posto nella nostra vita. E il loro rispetto per Davide aumentò.
Avere assistenza “paterna” o “materna” in Dio non significa che dobbiamo avere una relazione formale e ben definita con un cristiano maturo. Talvolta basta osservare la loro vita. Altre volte significa porre domande o chiedere consiglio.

Gesù ha aiutato in maniera paterna i Suoi discepoli in quattro fasi:

1. Egli operò ed essi guardarono.
2. Egli operò ed essi aiutarono.
3. Essi operarono ed Egli aiutò.
4. Essi operarono ed Egli li lasciò!

FARE DA PADRE AD ALTRI

Essere un buon padre, sia nella chiesa sia nella famiglia, concerne più l’atmosfera che creiamo che le parole che pronunciamo.

Gli altri ricorderanno la nostra condotta e le nostre azioni, come noi diciamo le cose, più delle stesse parole che abbiamo pronunciate.

Quest’ atteggiamento e la filosofia che è alla base della vita e del servizio, creano un’atmosfera dovunque noi ci troviamo. La portiamo con noi.

Per esempio, quando ti trovi con certe persone, dopo poco tempo ti rendi conto che esse s’interessano a te. Mostrano ciò con piccoli ma inconfondibili segni. Dopo breve tempo ti sentirai libero d’essere aperto e onesto nei loro riguardi. Mentre ad altri mai racconteresti qualcosa di personale anche se essi si impegnassero a mantenere il segreto giurando su mille Bibbie.

Naturalmente è importante essere più precisi del dire semplicemente che bisogna creare una buona atmosfera, perché altrimenti basterebbe accendere candele profumate e suonare buona musica per ottenere ‘un’atmosfera spirituale’.

Per atmosfera spirituale intendo i principi vitali che sono alla base delle nostre parole e azioni. Ciò non avviene per caso. E’ il risultato della nostra intera vita.

Alcuni nemici di Carlo Finney, il grande evangelista del secolo scorso, tentarono di mettere costui in imbarazzo chiedendogli di parlare, senza preavviso, a un grande convegno di pastori. Finney accettò con grazia l’invito dell’ultimo minuto e diede un possente messaggio di un’ora e mezza. Alla fine un giovane studente gli chiese quanto tempo avesse impiegato nella preparazione del sermone. “Giovanotto”, replicò Finney, “vi ho impiegato i miei ultimi vent’anni !“
Se, come genitori o come leader spirituali, abbiamo offeso i nostri figliuoli o quelli che guidiamo, dobbiamo pregare seriamente per risanare il rapporto.

Essi hanno bisogno che noi diciamo di essere dispiaciuti e noi abbiamo bisogno di ascoltare le loro parole di perdono. Non basta pensare ‘quel che è stato, è stato’.

Ma se in tal modo ci umiliamo, spesso si apre la porta alla guarigione e alla riconciliazione e la nostra relazione diventa più profonda.

Quale maggiore eredità possono un padre e una madre dare ai propri figli del dono dell’amore e dell’umiltà? Se agiamo in questo modo, insegniamo con le nostre vite la verità della parola di Dio.

Creiamo un’atmosfera di grazia e costruiamo un grande viale di amore fra i nostri cuori e i cuori degli altri.

Questo non solo rende possibili relazioni di cuore fra noi e gli altri, ma trasforma il cuore paterno di Dio in una grande, meravigliosa realtà!

Questo è un elenco di alcuni ingredienti che contribuiscono a creare un’atmosfera di fiducia e d’amore.

Creiamo un’atmosfera adatta alla crescita spirituale con l’amore e la fiducia verso gli altri.

Creiamo un’atmosfera d’amicizia con la disponibilità verso gli altri.

Creiamo un’atmosfera di appartenenza, coinvolgendo gli altri nelle decisioni importanti.

Creiamo un’atmosfera di responsabilità, dando agli altri fiducia.

Creiamo un’atmosfera di compassione con la cortesia e la gentilezza verso gli altri.

Creiamo un’atmosfera di devozione e di realtà spirituale meditando regolarmente sulla parola di Dio e offrendo un culto personale a Dio.

Creiamo un’atmosfera di fede e visione, vedendo le necessità e scoprendo la risposta di Dio alla necessità.

Creiamo un’atmosfera di generosità, dando agli altri con perseveranza.

Creiamo un’atmosfera di giustizia, riconoscendo la volontà di Dio in ogni situazione.

Creiamo un’atmosfera di umana dignità e valore, dando ascolto agli altri per il tempo necessario.

Creiamo un’atmosfera di stima, dando agli altri importanza e incoraggiandoli.

Creiamo un’atmosfera di vicinanza a Dio mediante la totale apertura alla persona dello Spirito Santo.

Creiamo un’atmosfera di conforto, curando gli altri quando sono infermi.

Creiamo un’atmosfera di spirito di gruppo desiderando sinceramente che gli altri svolgano il ministero loro affidato da Dio e sinceramente pregando che il loro lavoro sia migliore del nostro.

Creiamo un’atmosfera di gioia e di pace esprimendo del continuo il nostro ringraziamento e la nostra gratitudine a Dio in ogni situazione.

Creiamo un’atmosfera di sicurezza vedendo negli altri il bene fatto e quello che è possibile fare.

Creiamo un’atmosfera di ubbidienza temendo Dio e non l’uomo.

Creiamo un’atmosfera di lealtà non criticando mai gli altri.

Creiamo un’ atmosfera di fede pensando con stupore alla grandezza di Dio.

Creiamo un’atmosfera di onestà essendo trasparenti e ammettendo i nostri errori e debolezze chiedendo perdono se abbiamo offeso qualcuno.

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