La responsabilita’ dell’ intercessore

Ezechiele 3:16 Dopo sette giorni, la parola del SIGNORE mi fu rivolta in questi termini: 17 «Figlio d’uomo, io ti ho stabilito come sentinella per la casa d’Israele; quando tu udrai dalla mia bocca una parola, tu li avvertirai da parte mia. 18 Quando io dirò all’empio: “Certo morirai!” se tu non l’avverti, e non parli per avvertire quell’empio di abbandonare la sua via malvagia, e salvargli così la vita, quell’empio morirà per la sua iniquità; ma io domanderò conto del suo sangue alla tua mano. 19 Ma, se tu avverti l’empio, ed egli non si ritira dalla sua empietà e dalla sua via malvagia, egli morirà per la sua iniquità, ma tu avrai salvato te stesso. 20 Quando un giusto si allontana dalla sua giustizia e commette l’iniquità, se io gli pongo davanti una qualche occasione di caduta, egli morirà, perché tu non l’avrai avvertito; morirà per il suo peccato, e le cose giuste che avrà fatte non saranno più ricordate; ma io domanderò conto del suo sangue alla tua mano. 21 Però, se tu avverti quel giusto perché non pecchi, e non pecca, egli certamente vivrà, perché è stato avvertito, e tu avrai salvato te stesso».

Ezechiele 33:1 La parola del SIGNORE mi fu rivolta in questi termini: 2 «Figlio d’uomo, parla ai figli del tuo popolo e di’ loro: “Quando io farò venire la spada contro un paese e il popolo di quel paese prenderà in mezzo a sé un uomo e se lo stabilirà come sentinella, 3 ed egli, vedendo venire la spada contro il paese, sonerà il corno e avvertirà il popolo; 4 se qualcuno, pur udendo il suono del corno, non se ne cura, e la spada viene e lo porta via, il sangue di quel tale sarà sopra il suo capo; 5 egli ha udito il suono del corno, e non se n’è curato; il suo sangue sarà sopra di lui; se se ne fosse curato, avrebbe scampato la sua vita. 6 Ma se la sentinella vede venir la spada e non suona il corno, e il popolo non è stato avvertito, e la spada viene e porta via qualcuno di loro, questo sarà portato via per la propria iniquità, ma io domanderò conto del suo sangue alla sentinella”.

7 Ora, figlio d’uomo, io ho stabilito te come sentinella per la casa d’Israele; quando dunque udrai qualche parola della mia bocca, avvertili da parte mia. 8 Quando avrò detto all’empio: “Empio, per certo tu morirai!” e tu non avrai parlato per avvertire l’empio che si allontani dalla sua via, quell’empio morirà per la sua iniquità, ma io domanderò conto del suo sangue alla tua mano. 9 Ma, se tu avverti l’empio che si allontani dalla sua via, e quello non se ne allontana, egli morirà per la sua iniquità, ma tu avrai salvato te stesso. 10 Tu, figlio d’uomo, di’ alla casa d’Israele: “Voi dite così: ‘Le nostre trasgressioni e i nostri peccati sono su di noi, e a motivo di essi noi languiamo: come potremmo vivere?'” 11 Di’ loro: “Com’è vero che io vivo”, dice DIO, il Signore, “io non mi compiaccio della morte dell’empio, ma che l’empio si converta dalla sua via e viva; convertitevi, convertitevi dalle vostre vie malvagie! Perché morireste, o casa d’Israele?”

Essere amici di Dio, sentinelle, intercessori, profeti, comporta una grande responsabilità. Questi sono i depositari dei segreti del cuore di Dio, sono chiamati a simpatizzare con i suoi sentimenti, a condividere i suoi desideri, a stare vicini alla sua faccia e al suo cuore. Non c’è dono o privilegio più grande di questo. Ma come dice la parola di Dio:

Luca 12:48b A chi molto è stato dato, molto sarà richiesto; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà.

Chi viene alla conoscenza della verità ha poi una responsabilità nei confronti di essa. La verità non può lasciare indifferenti; provoca sempre un effetto. Dipende da noi se questo effetto sarà una benedizione o una maledizione. Quando Cristo e la natura di Dio ti incontrano non potrai mai più essere lo stesso perché Gesù, in quanto verità, ti porta a fare delle decisioni che hanno delle conseguenze ogni volta che si manifesta.

Chi conosce la verità e non cammina per essa non cammina nella luce e quindi sta peccando. Il peccato ha sempre delle conseguenze. Così come chi conosce la verità e cammina per essa non sarà mai smosso, riceverà benedizioni e la protezione di Dio lo seguirà.

Il profeta è la bocca di Dio ed è stato incaricato da Dio di essere un messaggero della sua verità e della sua vita. Lui è la sua bocca e quando Dio parla crea. Ora se la bocca non parla diventa un ostacolo e impedisce il piano di salvezza che Dio aveva preparato. Invece di essere uno strumento di vita diventa uno strumento di morte. Ma la disubbidienza che produce morte è peccato e il peccato non confessato viene punito.

Non voglio fare con questo un discorso legalista o assolutistico perché ho sperimentato in prima persona che questa responsabilità può letteralmente facci impazzire se cerchiamo di portarla avanti con le nostre forze. Siamo umani e sempre falliremo e se non fosse per la grazia di Dio saremmo tutti morti. Ciò che conta però è l’atteggiamento di fondo: camminare quotidianamente essendo consci che abbiamo una responsabilità di vita o di morte nella nostra bocca e che il messaggio e la verità di Dio hanno bisogno di essere rilasciate sulla terra per portare salvezza. E se non lo faremo noi potrebbe non esserci nessun altro.

Il campo profetico è molto estremo, specialmente quando si parla di denunciare peccati o di avvertire le persone di disastri imminenti. A volte riceviamo un’intuizione profetica che può sembrare drammatica. Non la diciamo per paura e poi si avvera e nessuno ha pregato perché non è stato avvisato.

Altre volte invece, quando abbiamo il coraggio di rischiare, prendiamo delle cantonate pazzesche.

Perché Dio agisca così non l’ho ancora capito, però può succedere.

Un tipico esempio è Ninive. Giona ha predetto un disastro che poi non è avvenuto. Certo non è avvenuto perché il popolo si è pentito. Forse è meglio un falso avvertimento in più che uno in meno?

Vi faccio un esempio che mi è accaduto personalmente. Circa tre anni fa durante una veglia a cui partecipavano giovani di tante chiese diverse, durante un tempo di lode e adorazione a Dio molto semplice, ho avuto la forte sensazione che dovevamo pregare per la Puglia perché sarebbe successo un disastro. Ho pensato di essere impazzito. Era la prima volta che ricevevo una parola di quel tipo e l’avevo ricevuta in un momento in cui non sembrava avere niente a che fare con il resto. Così non ho detto nulla. Nessuno ha pregato. Il giorno dopo sui telegiornali ho visto un servizio che parlava di un terremoto in Puglia dove erano morte 8 persone. Da quella volta pensate che esiti quando ricevo una parola che parla di qualche calamità?

Uno dei più importanti compiti del profeta è quello di avvertire il popolo quando è in peccato e di chiamarlo al ravvedimento. Se non lo fa ne è responsabile in maniera personale.

Ezechiele 9:1 Poi gridò ad alta voce alle mie orecchie, e disse: «Fate avvicinare quelli che debbono punire la città, e ciascuno abbia in mano la sua arma di distruzione». 2 Ed ecco venire dal lato della porta superiore che guarda verso settentrione sei uomini, ognuno dei quali aveva in mano la sua arma di distruzione. In mezzo a loro c’era un uomo vestito di lino, che aveva un corno da scrivano alla cintura; essi vennero a mettersi di fianco all’altare di rame. 3 E la gloria del Dio d’Israele si alzò dal cherubino sul quale stava, e andò verso la soglia della casa. Il SIGNORE chiamò l’uomo vestito di lino, che aveva il calamaio da scrivano alla cintura, e gli disse: 4 «Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme, e fa’ un segno sulla fronte degli uomini che sospirano e gemono per tutte le abominazioni che si commettono in mezzo a lei». 5 Agli altri, in modo che io sentissi, disse: «Passate per la città dietro a lui, e colpite; il vostro occhio sia senza pietà, e non abbiate compassione; 6 uccidete, sterminate vecchi, giovani, vergini, bambini e donne, ma non vi avvicinate ad alcuno che porti il segno; cominciate dal mio santuario». Essi cominciarono da quegli anziani che stavano davanti alla casa.

Qui vediamo che Israele stava vivendo immersa nelle sue abominazioni. Dio decide così di mandare un giudizio sulla città a motivo del peccato che vi si commetteva. Solo alcuni uomini speciali vengono risparmiati: chi sono questi sui quali viene fatto un segno sulla fronte? Sono quelli che gemono, cioè gli intercessori. Questi uomini sono coloro che hanno “in mano” il giudizio di Dio. Essi pregano e avvertano che ciò che è stato seminato verrà presto raccolto, ma a volte la disubbidienza del popolo è così forte che neanche l’intercessione può evitare il giudizio.

Un altro esempio di questo può essere l’intercessione di Abramo per Sodomia e Gomorra. L’intercessione di Abramo è sufficiente solamente a salvare la vita di Lot e della sua famiglia.

Cosa dice Dio prima di mandare la distruzione?

Genesi 18:17 Il SIGNORE disse: «Dovrei forse nascondere ad Abraamo quanto sto per fare, 18 dato che Abraamo deve diventare una nazione grande e potente e in lui saranno benedette tutte le nazioni della terra?

Abramo era un amico di Dio per questo Lui gli rivela il giudizio che incombeva su Sodoma. Il risultato di questa rivelazione è l’intercessione di Abramo e successivamente la sua visita in città per salvare il nipote.

Portare l’iniquità del proprio popolo

Uno dei principi più importanti dell’intercessione è ciò che viene definito “il peccato identificativo”. In Israele una volta all’anno il sacerdote andava davanti a Dio per espiare i suoi peccati e quelli di tutto il popolo. Lo stesso Gesù, come sommo sacerdote ha preso su di se i peccati di noi tutti identificandosi con noi.

L’intercessore nella funzione sacerdotale, anche se in misura molto minore ovviamente, si carica dei peccati e dei pesi del suo popolo e li porta davanti a Dio, chiedendo peccato.

Sappiamo che esistono maledizioni generazionali che si ripercuotono fino alla quarta generazione. Queste maledizioni hanno diritto di accesso a causa di un peccato che è stato commesso. La maledizione non cessa fino a quando il peccato non viene confessato e l’iniquità viene espiata.

Così chi appartiene a un popolo da generazioni ha nel suo sangue il diritto legale di chiedere perdono per i peccati dei suoi antenati; peccati che hanno causato la maledizione della gente e della terra. Di questo possiamo vedere vari esempi nella Bibbia.

Per comodità riporto qui solo l’esempio di Daniele:

Daniele 9:1 Nell’anno primo di Dario, figlio di Assuero, della stirpe dei Medi, che fu fatto re del regno dei Caldei, 2 il primo anno del suo regno, io, Daniele, meditando sui libri, vidi che il numero degli anni di cui il SIGNORE aveva parlato al profeta Geremia e durante i quali Gerusalemme doveva essere in rovina, era di settant’anni. 3 Volsi perciò la mia faccia verso Dio, il Signore, per dispormi alla preghiera e alle suppliche, con digiuno, con sacco e cenere. 4 Feci la mia preghiera e la mia confessione al SIGNORE, al mio Dio, e dissi:

«O Signore, Dio grande e tremendo, che mantieni il patto e serbi la misericordia verso quelli che ti amano e osservano i tuoi comandamenti! 5 Noi abbiamo peccato, ci siamo comportati iniquamente, abbiamo operato malvagiamente, ci siamo ribellati e ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue prescrizioni. 6 Non abbiamo dato ascolto ai profeti, tuoi servi, che hanno parlato in nome tuo ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri e a tutto il popolo del paese. 7 A te, o Signore, la giustizia; a noi la confusione della faccia in questo giorno, agli uomini di Giuda, agli abitanti di Gerusalemme e a tutto Israele, vicini e lontani, in tutti i paesi dove li hai dispersi per le infedeltà che hanno commesse contro di te. 8 O SIGNORE, a noi la confusione della faccia, ai nostri re, ai nostri prìncipi e ai nostri padri, perché abbiamo peccato contro di te. 9 Al Signore, che è il nostro Dio, appartengono la misericordia e il perdono; poiché noi ci siamo ribellati a lui 10 e non abbiamo ascoltato la voce del SIGNORE, del nostro Dio, per camminare secondo le sue leggi che egli ci aveva date mediante i profeti suoi servi. 11 Sì, tutto Israele ha trasgredito la tua legge, si è sviato per non ubbidire alla tua voce. Così su di noi sono riversate le maledizioni e le imprecazioni che sono scritte nella legge di Mosè, servo di Dio, perché noi abbiamo peccato contro di lui. 12 Egli ha messo in pratica le parole che aveva pronunziate contro di noi e contro i nostri governanti, facendo venire su di noi un male così grande, che sotto il cielo non è mai accaduto nulla di simile a quello che è stato fatto a Gerusalemme. 13 Come sta scritto nella legge di Mosè, questo disastro ci è piombato addosso; tuttavia, non abbiamo implorato il favore del SIGNORE, del nostro Dio. Non ci siamo ritirati dalla nostra iniquità e non siamo stati attenti alla sua verità. 14 Il SIGNORE ha vigilato su questa calamità e ce l’ha fatta venire addosso; perché il SIGNORE, il nostro Dio, è giusto in tutto quello che ha fatto, ma noi non abbiamo ubbidito alla sua voce. 15 Ora, o Signore nostro Dio, che conducesti il tuo popolo fuori dal paese d’Egitto con mano potente e ti facesti una fama che hai ancora oggi, noi abbiamo peccato e abbiamo agito malvagiamente.

16 O Signore, per tutti i tuoi atti di giustizia, ti prego, fa’ che la tua ira e il tuo sdegno si ritirino dalla tua città, Gerusalemme, dal tuo monte santo; poiché per i nostri peccati e per le iniquità dei nostri padri, Gerusalemme e il tuo popolo sono esposti al disprezzo di tutti quelli che ci stanno intorno. 17 Ora, o Dio nostro, ascolta la preghiera e le suppliche del tuo servo; per amor tuo, Signore, fa’ risplendere il tuo volto sul tuo santuario che è desolato! 18 O mio Dio, inclina il tuo orecchio e ascolta! Apri gli occhi e guarda le nostre desolazioni, guarda la città sulla quale è invocato il tuo nome; poiché non ti supplichiamo fondandoci sulla nostra giustizia, ma sulla tua grande misericordia. 19 Signore, ascolta! Signore, perdona! Signore, guarda e agisci senza indugio per amore di te stesso, o mio Dio, perché il tuo nome è invocato sulla tua città e sul tuo popolo».

Il risultato di questa preghiera di pentimento è la visita da parte di Gabriele e la rivelazione delle settanta settimane. Su ogni nazione c’è una cappa nera, una cappa spirituale che impedisce a Dio di visitarla. Questa cappa è il peccato della nazione continuamente ripetuto e perpetuato. Il peccato non confessato è l’unica cosa che può tenerci lontani da Dio, perchè Dio non può tollerarlo nè convivere con esso. Dio è luce  e dove c’è luce non ci sono tenebre.

Un intercessione nella sua funzione sacerdotale ha causato l’apertura del cielo e la visita di un cherubino che porta con sé un messaggio glorioso di destino, risveglio e liberazione.

In tutti i risvegli della storia Dio ha usato sempre un cittadino della propria nazione per risvegliarla, un indigeno. Per questo è di fondamentale importanza che si alzi un esercito di intercessori che chiede perdono per il peccato italiano e apre il cielo sopra la nazione. La visitazione di Dio sulla nazione è responsabilità degli intercessori italiani, perché solo degli italiani possono chiedere perdono per i peccati che noi stessi abbiamo commesso.

E’ di fondamentale importanza capire che abbiamo la responsabilità e la chiave per il destino del nostro popolo nelle nostre preghiere e che se Dio non può farlo con noi non potrà farlo con nessun altro.

Dicembre 2015

 

 

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