Intercessione e distruzione dei gioghi MAGGIO 2016

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Non si può intercedere efficacemente senza la necessaria unzione che si riceve solo stando alla presenza di Dio, perché soltanto la Sua unzione può distruggere il giogo del nemico.

In questo tempo di preludio al grande risveglio promesso dal Signore alla nostra nazione, la chiesa deve cercare la Sua presenza, dimorare in essa ed essere ripiena di Lui per potere combattere, aggredire e spezzare in preghiera i gioghi di schiavitù inflitti da satana.

 Levitico 26:13 Io sono l’Eterno, il vostro DIO, che vi ho fatto uscire dal paese d’Egitto, perché non foste più loro schiavi; ho spezzato il vostro giogo e vi ho fatto camminare a testa alta.

In questo versetto il Signore afferma quattro verità fondamentali:

1.      ci ha sottratti alla schiavitù di satana (di cui la liberazione del popolo d’Israele dalla schiavitù dell’Egitto è ombra), 

2.      ci ha liberati dal suo dominio, 

3.      ha distrutto il giogo prodotto dal peccato, 

4.      ci ha restituito la dignità di Suoi figli,

tuttavia la liberazione dalla schiavitù del maligno che Cristo acquistò sulla croce, pur essendo potenzialmente disponibile per tutti gli uomini, diviene efficace solo per esplicita scelta e decisione individuale, infatti solo credendo in Lui si acquista la dignità di figli di Dio, si viene affrancati dal dominio di satana e si passa alla signoria di Cristo, il cui giogo è dolce e leggero (Matteo 11:29-30). Una volta salvati, però, per non essere riacciuffati dal maligno, riportati in suo potere e perdere la salvezza, bisogna camminare nelle vie del Signore evitando di associarsi a quelli che non Gli appartengono e di avere relazione con le opere delle tenebre “…non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo che non è per voi(2 Corinzi 6:14). 

 Per avere una potente vita d’intercessione non basta dedicare del tempo alla preghiera, infatti dalla Scrittura apprendiamo che Dio comandò ad Abrahamo, che pure era un  intercessore, di camminare alla Sua presenza e di essere integro

Genesi 17:1 Quando Abramo ebbe novantanove anni, l’Eterno gli apparve e gli disse: «Io sono il Dio onnipotente; cammina alla mia presenza, e sii integro; 2 e io stabilirò il mio patto fra me e te e ti moltiplicherò grandemente»

e quindi anche noi, per accedere alla promessa: “…e io stabilirò un patto fra me e te e ti moltiplicherò grandemente” dobbiamo obbedire a tale Suo comando.

C’è  differenza  tra lo stare alla presenza di Dio, che riguarda il tempo dedicato alla preghiera e il camminare alla Sua presenza, che si riferisce al  vivere quotidiano; quest’ultimo infatti potrebbe non riflettere la volontà di Dio e ciò che Egli ci ispira mentre ci troviamo alla Sua presenza. Se ne deduce che, pur essendo di fondamentale importanza stare alla presenza di Dio e cercare la Sua faccia, è altrettanto indispensabile vivere sempre con Lui e obbedire alla Sua volontà.

La preghiera d’intercessione funziona solo se siamo integri, puri e santi nella condotta quotidiana e nel modo di relazionare con gli altri, se mostriamo le caratteristiche del cuore di Dio, la Sua pazienza, il Suo amore e le Sue compassioni, se non permettiamo che nella nostra vita si manifestino le squallide opere della carne e se nell’attesa del ritorno di Gesù mostriamo l’unzione dello Spirito Santo.

La parabola delle vergini (Matteo 25:1-13), cinque delle quali erano stolte e cinque avvedute, mostra i diversi comportamenti che possono assumere i credenti e le relative conseguenze, offre forti avvertimenti e pone l’accento sull’importanza del camminare sempre nell’unzione di Dio affinché il ritorno del Signore non ci colga impreparati. 

Le vergini avvedute, nell’attesa dell’arrivo dello sposo, oltre alla lampada presero con sé anche l’olio, mentre le stolte, visto che egli ritardava, non presero l’olio, con la conseguenza che al suo ritorno non si trovarono pronte e non poterono entrare con Lui per le nozze. Andate di corsa ad acquistarlo, quando ritornarono trovarono la porta chiusa, e avendo chiesto al Signore di aprirla si sentirono dire: “non vi conosco!”.

Possiamo immaginare la gioia di quelle che entrarono con Lui nella gloria del cielo e il tuffo al cuore provato da quelle escluse, la cui sorte simboleggia quella di chi, stoltamente, non si tiene pronto al ritorno di Gesù, e trascurando la presenza di Dio e l’unzione dello Spirito Santo, di fronte a sé troverà chiusa la porta della Grazia e ad attenderlo l’eterna condanna!

 In questi ultimi tempi il maligno cerca di far bere ai credenti la coppa di stordimento per farli assopire e cadere nel peccato, per questo occorre stare in allerta e mantenere vivo il fuoco per Gesù, unica nostra speranza e ragione di vita, alimentare la nostra fede dimorando nella Sua Parola e rendere quella fede efficace mediante la preghiera e l’unzione di Dio. 

 In Esodo 33:11-17 si legge come Dio parlava con Mosé, esaudiva le Sue richieste e gli promise la Sua presenza e la Sua pace.

33:14 L’Eterno rispose: «La mia presenza andrà con te, e ti darò riposo». 15 Mosè allora gli disse: «Se la tua presenza non viene con me, non farci partire di qui. 16 Come si potrà ora conoscere che io e il tuo popolo abbiamo trovato grazia ai tuoi occhi. Non è forse perché tu vieni con noi? Così noi saremo distinti, io e il tuo popolo, da tutti i popoli che sono sulla faccia della terra». 17 L‘Eterno disse a Mosè: «Farò anche questa a che hai chiesto, poiché tu hai trovato grazia ai miei occhi e ti conosco personalmente».

 Possiamo accedere a queste promesse se, come Mosé, viviamo per piacere a Dio, se non ci muoviamo senza la Sua presenza perché in piena umiltà riconosciamo di non poter nulla da soli e ogni cosa con Lui, se non ci esaltiamo per i successi conseguiti e possiamo affermare di conoscerLo personalmente!

Per vedere la gloria di Dio e la Sua luce squarciare le tenebre delle nostre città, dobbiamo innanzitutto purificare noi stessi… 

Isaia 58:6 Il digiuno di cui mi compiaccio non è forse questo: spezzare le catene della malvagità, sciogliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi, spezzare ogni giogo?7 Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne? 8 Allora la tua luce irromperà come l’aurora e la tua guarigione germoglierà prontamente, la tua giustizia ti precederà e la gloria dell’Eterno sarà la tua retroguardia. 9 Allora chiamerai e l’Eterno ti risponderà, griderai ed egli dirà: Eccomi! Se tu togli di mezzo a te il giogo, il puntare il dito e il parlare iniquo. 10 se provvedi ai bisogni dell’affamato e sazi l’anima afflitta, allora la tua luce sorgerà nelle tenebre e la tua oscurità sarà come il mezzogiorno.

         liberandoci da ogni legame col peccato e dal giogo che esso infligge, 

         allontanando da noi ogni spirito di accusa, di condanna e di disprezzo per chi sbaglia, 

         eliminando il parlare iniquo;

e se inoltre ci preoccuperemo di sfamare l’affamato e di consolare chi è afflitto, quando Lo chiameremo, Dio ci risponderà: “Eccomi!”, e avverrà che intercedendo per gli altri potremo spezzare le loro catene di peccato e renderli liberi, perché la Sua unzione, mediante la preghiera d’intercessione, distruggerà il dominio di satana, romperà il suo giogo e rimetterà in libertà gli oppressi!

Isaia 10:27 In quel giorno avverrà che il suo carico sarà allontanato dalle tue spalle e il suo giogo dal tuo collo; il giogo sarà distrutto dall’unzione dell’olio».

Grande potenza ha, in particolare, la preghiera d’intercessione fatta in accordo: 

Matteo 18:19 Ancora io vi dico che, se due di voi si accordano sulla terra per domandare qualunque cosa, questa sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli.

Facciamo nostra la pressante e accorata esortazione che la chiesa ci rivolge a stare e a camminare alla presenza di Dio, a vivere santamente ripieni dell’unzione dello Spirito Santo, a intercedere per spezzare i legami di malvagità che opprimono le nostre città, per squarciare la coltre di tenebre che le ricoprono, per consentire alla luce di Dio di inondarle e al Suo amore di manifestarsi mediante la potenza dello Spirito Santo che salva, libera e guarisce.

 Selezione :  autore Evangelista Antonio D’India. Palermo

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