Spirito di controllo: come vincerlo 3° parte SETTEMBRE 2016

astarte

 

COME VINCERLO

In 1 Re 21:3 Naboth dice ad Acab «Mi guardi il SIGNORE dal darti l’eredità dei miei padri!» Questo è qualcosa che dobbiamo cominciare a dire a Jezebel: “Tu non toccherai la mia eredità in Dio. Non toccherai il mio destino, che Dio mi ha dato come eredità”. Perché questo è quello che Jezebel fa. Vuole derubarci dei doni che Dio ci ha dato, vuole corrompere, rovinare ciò che ci appartiene di diritto. E nel momento in cui diventiamo passivi, lei entra in azione.

Possiamo spezzare la sua presa su di noi e sulla nostra vita. Dio ci ha liberati.
Colos.1:13-14 Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio. In lui abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati.

VITTORIA SU JEZEBEL E CAMBIAMENTO

1. Ci vuole umiltà. Bisogna esporla, essere disposti a rendere conto di sé a qualcuno di cui si ha fiducia, e per questo ci vuole umiltà. Jezebel vuole stimolare il nostro orgoglio, odia l’umiltà, odia il rendere conto di sé, perché non vuole essere esposta, non vuole essere portata alla luce.
Invitiamo lo Spirito Santo a portare convinzione di peccato nei nostri cuori in quelle aree in cui le nostre abitudini di comportamento sono così radicate che non riusciamo più a vederle, sono diventate dei punti ciechi. Aree in cui noi feriamo gli altri attraverso l’influenza di Jezebel, aree dove c’è ira, tentazione sessuale, disprezzo e diciamo “Io esco dal controllo di Jezebel in quest’area della mia vita…”.
Bisogna spezzare su noi stessi la maledizione della stregoneria, dell’occulto, della religione, del controllo, perversione sessuale, ecc. nel nome di Gesù.
Reclamiamo la nostra eredità, i doni che Dio ci ha dato e che lei ci ha rubato.
Usiamo la scrittura, la Parola di Dio per combattere il nemico.

Isaia 47 e Apocalisse 18 sono due capitoli che ci mostrano come esporre questo spirito. USIAMO LA PAROLA DI DIO PER COMBATTERE IL NEMICO. L’INGANNO DEL DIAVOLO SI VINCE CON LA VERITA’ DELLA PAROLA DI DIO. Gesù, quando era tentato da Satana nel deserto, ad ogni affermazione del nemico ha risposto: “Sta scritto…”

Isaia 47 parla di come esporla. Il capitolo parla della caduta di Babilonia, la “signora dei regni”. (v.5) e possiamo vedere alcune strategie per esporla.

v. 1 “…Siedi in terra senza trono…” Quando si comincia a combattere lo spirito di Jezebel, si comincia a riconoscerlo, questa è la prima cosa da fare. Dobbiamo prendere posizione e dirle “NON SIEDERAI PIU’ SUL TRONO DELLA MIA VITA, SCENDI E SIEDI NELLA POLVERE, NON MI LASCERO’ PIU’ INGANNARE DA TE”.

V. 3 “La tua nudità sarà scoperta e si vedrà pure la tua vergogna” Uno dei modi in cui opera è la tentazione sessuale, attraverso la perversione, l’adulterio, la fornicazione, ogni tipo di peccato sessuale. E’ uno dei modi principali in cui colpisce la chiesa. Ci sono persone nella chiesa che soffrono a causa delle tentazioni sessuali, che hanno problemi nel camminare nella purezza sessuale, o anche nell’accettare il proprio sesso. Dobbiamo dirle “Invece di essere tu ad esporre la mia vergogna, io espongo la tua nudità, la tua vergogna. La mia sessualità appartiene a Dio non è più un tuo giocattolo”. I bambini sono bersagliati in tutti i modi possibili e immaginabili dai media che vogliono far apparire come accettabile tutto ciò che è perverso. Dobbiamo prendere posizione nel nome di Gesù contro questa corruzione. Dobbiamo anche avere compassione, non giudizio, per coloro che hanno problemi in quest’area, perché possano venire a chiedere aiuto, e trovarlo ed essere ristabiliti.

v.4 “Il nostro Redentore, il cui nome è l’Eterno degli eserciti, è il Santo de’Israele”. Questa è la dichiarazione di chi è il nostro Redentore. Chi è stato attaccato da Jezebel ha un Redentore.
v.6 “…ma tu non hai usato loro alcuna pieta”. Jezebel non ha nessuna misericordia.
v.9 “Ma queste due cose ti avverranno in un momento, in uno stesso giorno: perdita dei figli e vedovanza;…” Quando combattete contro questo spirito usate questo versetto. “Non avrai più figli, e sarai vedova. Non ci saranno più uomini o donne che potrai controllare “ti piomberanno addosso in piena misura, per la moltitudine dei tuoi sortilegi e la grande abbondanza dei tuoi incantesimi.” Questo parla di stregoneria. Lo spirito di controllo è lo spirito di stregoneria. Lo scopo di controllare la volontà di un’altra persona è stregoneria. C’è chi controlla in modo aperto, e c’è chi invece cerca di manipolare gli altri. La manipolazione e il controllo sono la stessa cosa. Si usa la manipolazione perché si vuole controllare, si vuole una certa reazione in una persona. Si può manipolare anche attraverso il silenzio (viene usato per attirare l’attenzione o per punire l’altra persona), l’ira. L’ira è buona quando è giusta, come ad esempio contro Jezebel, ma quando è un’ira egoista, ingiusta, è controllo. Attraverso la propria ira si mette una pretesa su un’altra persona, si cerca di causare una certa reazione, si dice “Io voglio una certa azione da te e se non ce l’ho….”. Quando si cede all’ira bisogna confessarla e rinunciare all’influenza di Jezebel in quest’area della propria vita.
v.10 “Tu confidavi nella tua malizia e dicevi Dobbiamo esporre le aree in cui siamo stati influenzati da questo spirito. Ogni forma di disprezzo, atteggiamento di giudizio, di critica, il pretendere qualcosa dagli altri, non dare il proprio affetto usando il silenzio come arma, come punizione nei confronti dell’altra persona, l’autocommiserazione, il controllo e la manipolazione esercitati sugli altri,l’intimidazione, compromesso, arroganza, legalismo o liberalismo, coinvolgimenti con l’occultismo (anche gli oroscopi , quando si crede in un segno zodiacale si entra in un accordo con un potere dell’occulto, ed è necessario cancellare quest’accordo), fornicazione, tentazioni sessuali, senso di mancanza di valore, passività, ira nei confronti delle persone. Dobbiamo confessare queste cose al Signore. Chiedere allo Spirito Santo di illuminare con la Sua luce ogni area della nostra vita in cui Jezebel ha detto “Nessuno mi vede”.
Sul monte Karmel Dio ha mostrato la Sua potenza attraverso il fuoco, Isaia 47:14-15 Ecco, essi sono come stoppia; il fuoco li consuma; non salveranno la loro vita dalla violenza della fiamma; non ne rimarrà brace a cui scaldarsi, né fuoco davanti al quale sedersi.
Apocalisse 18:8 Perciò in uno stesso giorno verranno i suoi flagelli: morte, lutto e fame, e sarà consumata dal fuoco; poiché potente è Dio, il Signore che l’ha giudicata.

Quando Dio manifesta il Suo giudizio, lo fa attraverso il fuoco. Abbiamo bisogno di più del fuoco di Dio nei nostri cuori per bruciare la nostra passività, autocommiserazione, il disprezzo, ecc.

Un’altra cosa che ci mostra quando siamo sotto l’influenza di Jezebel è quando ci sentiamo tormentati, non abbiamo pace nel cuore. Se ci sentiamo nel tormento vuol dire che Jezebel è molto attiva. Allora abbiamo bisogno di lottare, non contro noi stessi, ma contro di lei e cominciare a dire: “Io non ti appartengo”.

L’inganno, la seduzione sono sempre più forti, ce n’è sempre di più attorno a noi. Le tentazioni sessuali ci sono sbattute in faccia continuamente, non c’è da andarle a cercare, sono costantemente lì, nei cartelloni pubblicitari, in televisione, nelle edicole, nei negozi. Viviamo in un tempo che è tremendamente sotto il controllo di Jezebel.
I bambini ne sono bombardati giorno e notte. Persino nei cartoni animati, nelle cose destinate a loro, quanta invasione c’è da parte della magia, dell’occulto, del disprezzo della trasgressione (Simpson).
Dove c’è bestemmia ed il nome di Gesù è bestemmiato giorno e notte; chi è l’istigatore?

2. E’ necessario avere uno spirito combattivo.
Jehu 2 Re 9.
vv.6-10 Viene unto re d’Israele e riceve l’incarico di portare a compimento la parola pronunciata da Dio contro la casa di Acab e contro Jezebel.
Non indugia, ma parte subito per Jezreel dove si trovavano Joram e Jezebel.
v. 20 dice che Jehu guida il suo carro all’impazzata/come un pazzo. La versione inglese dice che Jehu guida furiosamente.
v. 22 Quando Joram vide Jehu, gli disse: «Rechi pace, Jehu?». Jehu rispose: «Che pace vi può essere finché durano le prostituzioni di tua madre Jezebel e le sue numerose magie?» Jehu sapeva bene che non può esserci pace fino a quando Jezebel non è sconfitta e distrutta.
vv.32-33 Jehu le passa sopra per assicurarsi che sia proprio morta. V. 34“Poi entrò, mangiò e bevve”
Jehu partì con decisione e non si fermò, non si lasciò distrarre da nulla fino a quando non ebbe la certezza che Jezebel era morta.

Se vogliamo avere vittoria su Jezebel dobbiamo seguire l’esempio di Jehu. Dobbiamo diventare furiosi nel nostro spirito contro di lei, nel vedere la sua opera. Uno dei problemi è che non ci rendiamo veramente conto della distruzione che porta con sé. Non riconosciamo pienamente la sua opera nella nostra vita, nella nostra famiglia, nella nostra chiesa, nella nostra nazione. Se ce ne rendessimo veramente conto saremmo un po’ più arrabbiati e combattivi, non ci lasceremmo distrarre facilmente. Saremmo come Jehu, e avremmo un’ira santa e aggressiva nei suoi confronti per dire “Io non permetterò a Jezebel di continuare a controllare la mia nazione, la mia città, la mia chiesa, la mia famiglia e me, nel nome di Gesù. Prendo posizione contro di te. Non sono una vittima e non sono chi controlla, non ti permetto più di influenzare la mia vita”. Se vogliamo avere la vittoria su questo spirito dobbiamo avere uno spirito combattivo e dire “BASTA, non puoi più nasconderti nella mia vita, nella mia famiglia”. Possiamo dirlo su noi stessi, sul nostro coniuge, sulla nostra famiglia, la nostra chiesa.

3. Perdonare coloro che ci hanno influenzato attraverso lo spirito di controllo. Rilasciamo su di loro misericordia e perdono. Preghiamo per loro chiedendo a Dio di raggiungerli e guarirli, liberarli.

4. Dio può portare liberazione e guarigione, ma noi dobbiamo poi cambiare le nostre abitudini di comportamento che sono molto radicate nella nostra vita.
Dobbiamo imparare a fare una scelta di camminare nello spirito contrario ogni volta che c’è l’opportunità di controllare, manipolare, disprezzare qualcuno.
Bisogna permettere a Dio di togliere le radici delle zizzanie e cambiare le nostre abitudini di comportamento, le nostre reazioni istintive in risposta alle circostanze.
In questo processo l’accountability, avere qualcuno a cui rendere conto di sé, è estremamente importante e di aiuto, perché a volte le nostre abitudini di comportamento, le nostre risposte spontanee alle circostanze, sono così ben radicate che non riusciremo a cambiare se non abbiamo qualcuno, di cui ci fidiamo, da cui possiamo andare ogni volta che siamo tentati di disprezzare o controllare. Specialmente se ci sono delle lotte contro le tentazioni sessuali c’è bisogno di confessarlo a qualcuno (dello stesso sesso) in modo da esporlo, perché la “vergogna” è la coperta che Jezebel cercherà di avvolgere attorno a voi attraverso queste tentazioni.

Dio può ministrare in modo profondo ai nostri cuori, possiamo fare tutte le nostre dichiarazioni ai principati e alle potestà, ma abbiamo bisogno di cambiare.

Quando permettiamo a Dio di togliere le radici e di guarire le nostre emozioni Egli porterà la Sua protezione attorno a noi che ci permetterà di essere vittoriosi anche nelle tentazioni più forti, anche nei momenti in cui possiamo essere feriti nel modo più profondo. Perché quello è il momento in cui Jezebel viene conquistata.

5. Vincere l’intimidazione. Nel momento stesso in cui c’è intimidazione noi cominciamo a dire “No” nel nostro spirito, il senso di mancanza di valore “Non ho niente da dire, niente da dare a nessuno” aumenta. Qualcuno ha detto: “Se non usi l’autorità che Dio ti ha dato, qualcun altro la prenderà e la userà contro di te.” Dobbiamo prendere posizione nel nostro spirito, dentro di noi, e dire “Non mi avrai, non sono tuo/a, non ti appartengo”, e Jezebel fuggirà da noi.

6. Quando lo esponiamo e abbiamo avuto una vittoria su questo spirito dobbiamo poi stare attenti a camminare in umiltà davanti a Dio, perché contrattaccherà. Le 24 ore successive sono importanti. Portiamo ogni pensiero, parola o azione che non è in linea con Dio davanti a Lui confessandola.

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