L’ Ordine di Dio per la famiglia

famigliaSono allarmanti i dati che emergono dalle statistiche per l’ aumento delle figure dei single e delle famiglie spezzate, ove uno dei genitori è separato o divorziato.

Secondo l’ISTAT i dati del 2013 e del 2014 relativi all’instabilità coniugale,rivelano che è in atto una fase di “assestamento”. Nel 2014 le separazioni sono state 89.303 e i divorzi 52.335. In media ci si separa dopo 16 anni di matrimonio, ma i matrimoni più recenti durano sempre meno. Le unioni interrotte da una separazione, dopo 10 anni di matrimonio, sono quasi raddoppiate passando dal 4,5% dei matrimoni celebrati nel 1985 all’11% osservato per le nozze del 2005. I dati del 2016 sono ancora più sconcertanti.

Con questi dati se ne può spiegare altri, paralleli a questi, in particolare l’ aumento dell’alcolismo tra i giovani. Non è altro che lo sfogo naturale dell’amarezza,della solitudine, della Mancanza di un rifugio sicuro che raramente offre una famiglia monca o allargata.

E’ íl compito della chiesa, allora, arginare tale fenomeno rinfrescando quei valori che si sono scoloriti col tempo, ricostruendo i gusci spezzati a questi pulcini smarriti e impauriti, rimettendo i paletti ove non ci sono più limiti.

Non può che giovare all’uomo in generale, e soprattutto a colui che si trova in un momento di confusione, rivedere il piano divino con il Suo relativo ordine, per riflettere su cosa ha sbagliato quando la famiglia versa in condizioni disastrose, o per non sbagliare in futuro quando si accinge a ricostruirne una senza errori di fondo.

Le prioritàà dettate dal codice divino, infatti, se tenute alte dinanzi agli occhi come uno specchietto retrovisore, servono a risolvere tutti quei conflitti che via via bussano all’animo umano, a saper a chi dar precedenza quando sí incrociano due o più esigenze di fronte a noi.

Queste priorità sono ben definite dalla Scrittura in un episodio : Gen 26:25 “In quel luogo egli costruì un altare, invocò il nome del SIGNORE e vi piantò la sua tenda. E i servi d’Isacco vi scavarono un pozzo”.
Vediamo la successione delle priorità: Isacco prima invoca l’Eterno, poi pianta una tenda quale simbolo della famiglia, e infine si dedica al lavoro di scavare un pozzo con i suoi servi.

Così possiamo schematizzare l’ordine perfetto nella vita di un uomo:

1. Dio

2. La famiglia: a) naturale : i componenti di sangue

     b) La famiglia spirituale : i componenti nello spirito :La chiesa, la comunità locale.

3. Il lavoro.

Il primo posto lo occupa Dio. Qunto altro occupa il primo posto nella nostra vita è idolatria, perché li dovrebbe esserci il Signore. Nè lavoro, nè altra occupazione di questo mondo.

Se noi respiriamo, cantiamo, beviamo, mangiamo, camminiamo, pensiamo, progettiamo, lavoriamo, ed in definitiva esistiamo, lo dobbiamo a colui che ci ha alitato e continua ad alitare la vita. Solo Lui merita di essere in cima ai nostri pensieri.

Il secondo posto dopo Dio, va alla famiglia

a. La famiglia naturale.

Aveva creato prima gli animali e tutta la terra. Poi creò l’uomo. Ma niente e nessuno poteva soddisfare il bisogno d’amicizia insito nella nuova creatura. Solo un suo simile, di pari dignità, perfettamente complementare a lui: una lei. Che insieme formavano questa nuova identità uomo-donna, che si fondeva in un tutt’uno chiamato famiglia. Ora l’uomo non è più solo! E Questo il gran motivo che ha animato Dio nel dÏ della creazione della famiglia: togliere la solitudine con un insieme tanto solido e inscindibile quanto il nucleo di un atomo.

A questo nucleo essenziale si aggregavano dei figli: Crescete e moltiplicatevi.

Per questo antico motivo i figli sono in aggiunta, ruotano attorno, ma non sono il fulcro

dell’attività familiare.

In maniera errata, specie nella cultura popolare, si enfatizza troppo il rapporto con i figli (considerati discendenza di sangue) a danno della posizione del proprio coniuge considerata relativa.

Ma non è così nell’ordine divino, ove la base della famiglia è solo ed esclusivamente la coppia uomo-donna. Del resto, basta un poí di buon senso per pensare che la maggior parte dell’esistenza terrena si trascorre con il coniuge e non con i figli, i quali presto si sposeranno e andranno via lontano di casa, e per dedurre che conviene investire su ciò che rimane più a lungo.

Pertanto, all’interno della famiglia l’ordine è: al primo posto: il  coniuge; al secondo  posto:  i figli.

La famiglia è poco apprezzata quando si è giovani, si finisce per adorarla negli ultimi giorni della vecchiaia, quando le forze vengono meno.

Vicino al letto di dolore si ritrovano, per chi li ha coltivati con sapienza in tempi non sospetti, solo gli affetti familiari. Nessun altro.

Purtroppo è una dura verità, che l’esperienza ci ha mostrata più volte con parenti ed amici. Dedichiamo tempo ai nosti familiari, ora, in modo da raccogliere un giorno la riconoscenza del ben seminato.

b. famiglia spirituale.

Non si può trascurare inoltre che con un patto eterno siamo entrati a far parte di una famiglia spirituale. Non a caso la classica formula matrimoniale ( i due non sono piu due ma uno solo) è del tutto simile a quella che ci ha unito a Cristo (1 cor 6:17 Ma chi si unisce al Signore è uno spirito solo con lui.): i due sono diventati una stessa carne, per una specie di fusione misteriosa ove l’uno non è più distinguibile dall’altro. Questa famiglia spirtiuale è composta da padri, madri, fratelli e sorelle spirituali nati di nuovo con cui dividiamo la stessa casa spirituale e mangiamo il nostro pane celebrando insieme la cena del signore e vivendo insieme la comunione.

Lo Scopo divino dell’istituzione familiare e della chiesa è anche l’istruzione dei figli (Prov 22:6 Insegna al ragazzo la condotta che deve tenere; anche quando sarà vecchio non se ne allontanerà. nell’educazione, nella devozione, nello studio delle Scritture, e nella partecipazione attiva alla chiesa. Quest’ultima è fondamentale affinché i bambini instaurino sane amicizie che li conducano sulla retta via.

Disaffezionarli alla chiesa (Eb 10:29), con discorsi vani, significa allontanare i nostri figli dalla fonte di verità. Ma è pur vero, che le attività della chiesa non debbono condurti a trascurare tanto la famiglia da sovvertire l’ordine di Dio! Anche qui, occorre un sano equilibrio, ispirato dallo Spirito santo.

Come si vede dalle priorità sovraesposte, il lavoro occupa l’ultimo posto.

La società dei consumi, invece, ribalta quest’ordine di Dio, impoverendo sempre più il tempo libero, rubando persino il giorno di riposo agli operai (specie in queste festività natalizie dove i negozi rimangono aperti anche la domenica).

La spasmodica voglia di carriera, le agende sempre più fitte d’impegni, il desiderio d’arricchire, infatti, stanno strozzando sempre più i tempi da dedicare al coniuge e ai figli. Nonostante tutto, però quel riposo settimanale stabilito da Dio sin dalla genesi dell’universo, rimane ancora oggi sacro.

Quant’è attuale l’ammonimento del profeta ad Ezechia! ´CosÏ parla l’Eterno: Metti in ordine la tua casa, perché morirai e non guarirai. Isaia 38:1.

Ancora oggi, come allora, Dio vuole mettere ordine nelle famiglie. affinché vi sia decoro (1Cor 14:40, Rom 13:1), per ristabilire al giusto posto le cose che stanno prima e quelle che vanno dopo (Matteo 6:33) e costruire su un solido fondamento la nostra casa.

E’ proprio in quest’ultimo verso Matteo 6:33,Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più.” che Gesù antepone ai bisogni naturali quelli spirituali, contrariamente a quanto si pensa.

Sebbene il lavoro occupa l’ultimo posto, perché non deve essere idolatrato al punto di spodestare Dio, è pur vero che non deve essere trascurato.

La scrittura è molto severa contro chi non ha voglia di lavorare:

2Tess 3:10 Infatti, quando eravamo con voi, vi comandavamo questo: che se qualcuno non vuole lavorare, neppure deve mangiare.

al punto da consigliare alla chiesa dí isolare coloro che si conducono da fannulloni perché guastano la testimonianza cristiana. Pertanto bisogna ricercare nell’attenzione verso il lavoro, come per la chiesa, una savia proporzione tra i due eccessi.

In una società che ha rinnegato le sue fondamenta, poiché cristiani, siamo chiamati a tenere alto il valore della famiglia ed a ripristinare le priorità nelle nostre case, non secondo il nostro punto di vista umano, nè adattandoci alle moderne tendenze, ma secondo l’ordine di Dio: ciò che viene prima, sia prima. Affinché il Suo popolo pensi come Lui pensa, odi il divorzio come Lui lo odia, ed ami ciò che Lui ama: la famiglia.

NOVEMBRE 2016

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