Conflitti nel credere al profetico

profetico

Dicembre 2017

Il capitolo 27 del libro degli Atti ci presenta un quadro chiaro dei conflitti che una persona profetica incontra quando ascolta da parte di Dio qualcosa circa quello che succederà come conseguenza di certe decisioni prese. Paolo percepiva (“vedere” del v. 10) che, se avessero proseguito, il viaggio pianificato della nave si sarebbe concluso con un disastro e con la sua perdita. Quando Paolo espose questa sua percezione, leggiamo che non fu ascoltato perché:
·        Il centurione fu persuaso maggiormente dal pilota e dal proprietario della nave.
·        Le circostanze facevano ritenere loro che il porto non era adatto a svernare.
·        Le voci della maggioranza dicevano di voler salpare.
·        Le condizioni metereologiche sembravano favorevoli a salpare.

Tuttavia, nonostante il fatto che tutti questi uomini avessero digiunato, nessuno di essi riconobbe la voce di Dio nell’avvertimento di Paolo. Essi lo ignorarono a costo della loro stessa fine. Paolo dovette sopportare la loro decisione sbagliata, dato che anche lui era a bordo della nave. Non molto tempo dopo aver salpato, convinti di aver preso la giusta decisione, finirono ben presto in una tempesta che mise tutte le loro vite a repentaglio. Dopo un certo tempo, Paolo ruppe il suo silenzio dicendo: “Uomini, bisognava darmi ascolto e non partire da Creta, per evitare questo pericolo e questa perdita. Ora però vi esorto a stare di buon animo, perché non vi sarà perdita della vita per nessuno di voi ma solo della nave. Poiché un angelo del Dio al quale appartengo, e che io servo, mi è apparso questa notte, dicendo: “Paolo, non temere; bisogna che tu compaia davanti a Cesare, ed ecco, Dio ti ha dato tutti quelli che navigano con te”. Perciò, uomini, state di buon animo, perché ho fede in Dio che avverrà come mi è stato detto. Dovremo però essere gettati sopra un’isola.” (v.21-26)

Paolo era all’ascolto di Dio, aveva percepito la Sua voce, ricevendo la guida divina. In ubbedienza, parlò chiaro a coloro che avevano bisogno di ascoltare. Essi però non furono ricettivi, non credendo nemmeno a quello che Paolo disse loro. Se soltanto avessero imparato a riconoscere la potenza del profetico ed avessero dato ascolto a ciò che Paolo aveva detto, sarebbero stati tutti salvati dalla terribile prova che avevano attraversato per aver dato ascolto al loro istinto naturale, alle voci della maggioranza ed alle circostanze che li attorniavano!

Sbagliarono! Presero la decisione sbagliata e dovettero sperimentare i risultati (frutti) di quella decisione! Fu per loro una gran fortuna l’avere nel loro mezzo un uomo di Dio che aveva capito la situazione molto più del resto di essi! La sua relazione con Dio permise a Dio di salvarli da morte certa. Tutti sopravvissero perché un Uomo Profetico di Dio era nel loro mezzo!
PURTROPPO, QUESTA ESPERIENZA CONTINUA A RIPETERSI OGGIGIORNO

Tragicamente, i principi che portarono questi uomini a rifiutare la percezione di Paolo sono troppo spesso gli stessi principi che condizionano i cristiani di oggi! Le voci della maggioranza, le circostanze e quello che sembra buono, non sono buoni consiglieri per essere condotti e guidati dallo Spirito del Signore! Nel corso degli anni, molte volte nelle quali Dio mi ha dato parole profetiche per una chiesa, raramente sono state ascoltate, e quindi uno deve assistere (il “vedere” di Paolo) al succedersi di cose che avrebbero potuto essere evitate se solo si fosse dato ascolto alla parola profetica.

· La gente si fa sempre male e rimane disillusa quando una chiesa disubbidisce a Dio.
· La disubbidienza alla voce di Dio non porta a buoni risultati!

La domanda è: “Quando impareremo a credere la parola profetica del Signore abbastanza da permettere che la nostra vita sia guidata da essa?” Se davvero vogliamo compiere la volontà del Signore, dovremo allora sviluppare le nostre capacità di percezione al punto in cui la voce del Signore diventerà più importante per noi di quello che gli altri dicono, pensano o fanno.

Per troppo tempo abbiamo permesso alle circostanze ed a “quello che sembra buono” di influenzare le nostre decisioni ~ mentre la voce di Dio è proprio lì, per noi, per essere acoltata ed ubbidita! Quando prestiamo ascolto alla Sua voce, raccogliamo i benefici di quello che Egli ci sta dicendo.
Fino a quando non crederemo la voce di Dio abbastanza da agire in base ad essa (senza tenere conto delle altre voci, delle circostanze e di quello che sembra buono), non potremo mai conoscere davvero la potenza del Vangelo che ci rende capaci di camminare secondo i propositi sopranaturali di Dio.

Che possiamo imparare da questo esempio della vita di Paolo?
Il Ministero Profetico e l’esercizio dei Doni Spirituali (1^ Corinzi da 12 a 14) ci aiutano a discernere la voce di Dio con maggior chiarezza, dato che il vero “funzionamento” di questi Doni avviene come risultato della nostra sensibilità nel percepire che Dio ci sta dicendo qualcosa da condividere con altri. Dio dice la verità e quello che dice è più affidabile dei ragionamenti naturali, delle circostanze, di quello che gli altri dicono o pensano, ecc.

È vitale che conosciamo le Scritture, dato che Dio non parla mai in contrasto alla Bibbia. Fai in modo di leggerla e di meditarla giornalmente. Quando Dio parla ~ sia a noi direttamente, sia attraverso gente profetica ~ saremo dei/delle perdenti se non Gli presteremo attenzione e non ubbidiremo. Dio ci dice sempre la verità. Sii aperto/a al parlare di Dio a te in qualsiasi modo Egli scelga di farlo. Nella Bibbia ci sono più di 40 diversi modi con i quali Dio parla; abbiamo quindi bisogno di conoscere la Sua voce in modo sufficientemente chiaro da permetterGli di parlarci in qualunque dei modi Egli scelga e, da parte nostra, continueremo a riconoscere che è Lui che ci parla.

· Quando impariamo a riconoscere la voce di Dio ~ e ad agire in base ad essa ~ scopriamo che le cose si rivelano giuste. Può essere che non succeda immediatamente (come nella situazione di Paolo in Atti 27), ma si riveleranno giuste alla fine.

· I cristiani sono chiamati a confidare nella voce di Gesù più che in chiunque altro o qualunque cosa!

· Non potremo conoscere la potenza e l’attendibilità della Bibbia fino a quando non impareremo ad agire sulla base di ciò che Dio ci dice.

· E ciò che Dio dice è sempre confermato dai principi della Parola di Dio (la Bibbia).

Che ognuno di noi possa desiderare di essere più attento e sensibile alla voce di Dio ed a riconoscere sufficientemente quello che ci dice in modo che possiamo agire in base ad esso. Saremo allora in grado di essere “trasformati mediante il rinnovamento della nostra mente, affinché conosciamo per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà” (Romani 12:1-2).

Preghiera: “Caro Signore, vengo a Te nel Potente Nome di Gesù e Ti chiedo di aiutarmi ad aver maggior discerimento nell’ascolto e nella conoscenza della Tua voce ~ in qualsiasi modo Tu scelga di parlarmi. Aiutami a comprendere l’importanza di sapere quando e come Tu mi parli, in modo che possa essere ubbidiente alla Tua visione celeste. Ti prego di perdonarmi per tutte le volte nelle quali in passato non ho prestato attenzione alla Tua voce ed aiutami ad essere più sensibile alla Tua voce. Ti prego per tutto questo nel nome di Gesù, Amen.”

Lettura Biblica: Atti 27 1^ Corinzi 14

~ Rodney W. Francis. Traduzione di Sergio d’Agostino

…il diario del mese di Dicembre…

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Serata speciale New sound
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I bambini della chiesa recitano la canzone di Natale

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Pranzo offerto alle famiglie del quartiere nel giorno di Natale
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Benedizioni per il 2018, un anno di espasione.
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Distribuzione gratuitua di cibo e regali nella sede ARCE di Via De Pretis per le feste natalizie

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