Nessuna paura Is. 43:1-6

“1 Ma ora così dice l’Eterno, che ti ha creato, o Giacobbe, che ti ha formato, o Israele: “Non temere, perché io ti ho redento, ti ho chiamato per nome; tu mi appartieni. 2 Quando passerai attraverso le acque io sarò con te, o attraverserai i fiumi, non ti sommergeranno; quando camminerai in mezzo al fuoco, non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà. 3 Poiché io sono l’Eterno, il tuo DIO, il Santo d’Israele, il tuo Salvatore. Ho dato l’Egitto come prezzo per il tuo riscatto, l’Etiopia e Seba, al tuo posto. 4 Perché tu sei prezioso ai miei occhi e onorato, e io ti amo, io do uomini al tuo posto e popoli in cambio della tua vita. 5 Non temere, perché io sono con te; farò venire la tua progenie dall’est e ti radunerò dall’ovest.” (Isaia 43:1-5 LND)

Il libro di Isaia si divide in tre parti di cui la seconda, chiamata Deuteroisaia a motivo del posto che occupa nel libro (Is 40-55), è opera di un profeta anonimo che preannunzia e prepara il ritorno nella loro terra dei giudei esiliati in Babilonia (538 a.C.). La sezione inizia con l’evocazione di una grande strada che si apre nel deserto, lungo la quale gli esuli si incamminano sotto la guida di Dio (Is 40), e termina con un poema nel quale si riafferma la fedeltà di Dio che porterà a compimento tutte le sue promesse (Is 55)

Ricordiamo di nuovo che, in quel momento storico, il popolo di Dio aveva peccato terribilmente contro Dio da secoli. Quindi, gli israeliti non avevano alcun merito nei confronti di Dio. Caliamoci adesso, per un momento, nei panni degli ascoltatori a cui il profeta si rivolge: si tratta di un popolo ancora esiliato in Babilonia, sono passati oltre 40 anni da quando è stato annientato dal re Nabucodonosor e le speranze di tornare nella terra promessa non ci sono più. Israele ha solo davanti a sé immagini di distruzione e morte, di sogni infranti e di progetti irrealizzabili

Addirittura, erano estremamente colpevoli nei suoi confronti

Che cosa ardeva dunque nel cuore di questi esuli? Erano stati i loro peccati, la loro infedeltà al patto con Dio che li aveva fatti precipitare nel baratro disastroso, che li aveva privati del Tempio, della terra e della libertà. Allora avevano provato sconcerto e vergogna, il terrore di un futuro era ormai negato per sempre. Ma ora si apriva uno squarcio nel cielo e faceva breccia una speranza, un futuro nuovo che superasse per sempre la loro sofferenza e vergogna.

Però, in questo brano, Isaia 43, vediamo l’immenso amore che Dio aveva per loro.

IL brano inizia con un “ MA”

Ora però tutto cambia, ora vi è la promessa di un nuovo inizio in una particella avversativa «ma»: Ma ora, così parla il Signore… non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio!

Si tratta di una parola che toccava il cuore di coloro che erano confusi e minacciati dalle spietate potenze terrene che distruggono tutto sul loro cammino. È una parola che rinnova un’antica promessa, una parola che riporta all’epoca della schiavitù in Egitto da cui il Signore aveva permesso la liberazione. Dio aveva ascoltato il loro grido, li aveva liberati dagli oppressori e poi li aveva coinvolti in un rapporto personale nell’alleanza che si fondava sulla promessa: «Sarò il vostro Dio e voi sarete mio popolo».

Tutto ciò poteva succedere di nuovo?

Dio risponde «Io sarò con te», ed è una promessa.

La promessa è pronunciata direttamente dal cuore di Dio che vuole rassicurare il cuore spaventato del suo popolo, egli è il creatore di tutto, che ha creato tutto per amore, Egli è dunque colui che ama in modo incondizionato.

Qui, il motivo della speranza di un popolo sconfitto risiede in una promessa straordinaria: tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo.

Ma applichiamo questa parola per noi oggi: Questo è l’amore che Dio ha per noi in Gesù Cristo.

Prima di tutto, dichiara che ci ha creato, ci ha formato. Noi sappiamo, da brani come Efesini 2:10 e anche 2Corinzi 5:17, che noi siamo stati creati in Cristo Gesù. Quindi, come Dio aveva formato il Suo popolo Israele, così Dio ha formato noi.

Dio ci comanda di non temere perché io ti ho riscattato

La paura è un nemico che giunge improvvisamente e riesce a far vedere la realtà già difficile, ancora più tragica.

Il cuore dell’uomo, a causa della paura, si smarrisce ed inizia a nutrire forti dubbi, anche nei confronti di Dio.

La paura produce nella vita diverse problematiche, dalle notti insonni agli stati di ansia e di panico, ai momenti di agitazione e di nervosismo.

Tutto questo influisce anche nelle relazioni con gli altri, talvolta al punto da incrinarle.

Il Signore cura i timori del credente con la Sua Parola, Egli si rivolge direttamente al cuore impaurito con la potenza del Suo messaggio: “Non temere…!”

L’espressione è la stessa utilizzata da Gesù quando i discepoli si trovano nella tempesta (Matteo 14:27).

La paura è quella che ci blocca nel rapporto con Dio. e quindi, in qualunque situazione ci troviamo, per quanto potrebbe essere grande il pericolo, per quanto i problemi potrebbero sembrare schiacciarci, non dobbiamo temere perché Dio ci ha redento. Dio ci ha comprati dal peccato, dalla condanna, ci ha redenti affinché appartenessimo a Dio stesso.

  • Dio mi invita a non temere. Quali sono le paure che mi paralizzano nella mia vita vita, specialmente nel rapporto con Dio? Dove ho bisogno di sentire Dio che mi invita a non avere paura?

Questo brano dichiara pure che Dio ci ha chiamati per nome. Chiamare per nome. Un atto molto personale, familiare. Ma anche giuridico: dare nome ad una persona riflette anche un rapporto di autorità e di appartenenza: Questo descrive un rapporto personale ed intimo. Dio, ha salvato un gruppo distinto di persone, ha salvato individui e conosce ognuno personalmente, ed ama ognuno personalmente! Quindi, se tu sei un figlio di Dio, Dio ti ama personalmente e Dio ti curerà personalmente.

  • Dio ci crea, ci plasma, ci chiama per nome, ci chiama figli. Come mi trovo davanti a Dio? Quale immagine di Dio ho?

Nel versetto due,  Se dovrai attraversare le acque, sarò con te, / i fiumi non ti sommergeranno; / se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, / la fiamma non ti potrà bruciare

Il brano parla in chiave fortemente simbolica: parla degli estremi, acque e fuoco, ambedue essenziali per la vita, ma ambedue che portano anche distruzioni. Attraversare le acque e il fiume ci ricordano anche l’esperienza dell’Esodo – l’attraversare il mare ed il fiume Giordano per la liberazione dalla schiavitù dell’Egitto e l’entrata nella terra promessa. Da notare che la promessa centrale non è che non si passa da acque o fuoco ma che Dio ci dice sarò con te, un Dio che cammina con noi, ci accompagna nella vita, ci sostiene nella difficoltà.

Dio dichiara che, anche quando attraversiamo le prove più profonde, qui descritte simbolicamente come l’attraversare di acque, o l’attraversare di fiumi, o il camminare in mezzo al fuoco, Dio ci proteggerà, Dio sarà con noi e, per questo, saremo protetti e curati anche nelle prove più pesanti che possono esserci.

Qual è la tua prova adesso? Ricordati che Dio è con te perché Egli dichiara che sarà con noi. E, perciò, ci sta curando. Se tu vedi o non vedi la Sua cura, ciò non cambia il fatto che Egli ti sta curando perfettamente. Tu puoi, anzi, tu dovresti fermarti per ringraziare Dio per la Sua cura, sia che la vedi, sia che non la vedi. Grazie a Dio, la Sua cura c’è, anche quando non la vediamo!

  • Dio promette sarò con te. Mi ricordo qualche momento nella mia vita dove, con il senno di poi, ho intravisto la mano provvedente di Dio? Qualche momento dove mi sono trovato ad attraversare mari e fuochi, però ho trovato Dio che mi affianca? Faccio memoria di questi momenti come punti saldi della mia vita?

 

Nel versetto tre, 3ab] poiché io sono il Signore, tuo Dio, / il Santo d’Israele, il tuo salvatore. Dio qui parla di se non solo in termini dell’identità propria (il Signore / il Santo d’Israele), ma anche in termini di relazione (tuo Dio / tuo salvatore).

[3cd] Io do l’Egitto come prezzo per il tuo riscatto, / l’Etiopia e Seba al tuo posto. Se, parlando in termini umani, Dio parla di redenzione come riscatto, il riferimento all’Egitto, Etiopia e Seba – fonti nell’antichità di oro e incenso – parla di ricchezze immense per riscattare un popolo di per se abbastanza povero!

Dio ci ricorda la meravigliosa verità che Egli è il nostro Dio, il nostro Salvatore! Di nuovo, Dio descrive un ruolo intimo e personale che ha con ciascuno di noi che siamo salvati. Poi, dichiara che ci ha redento, descrivendo il prezzo per il nostro riscatto. Oggi, noi sappiamo, tramite la Bibbia, che Dio ci ha riscattati con la morte e la risurrezione di Gesù Cristo. Ci ha riscattati con un prezzo altissimo e questa è la garanzia del fatto che Dio porterà a compimento la Sua opera in noi.

  • Il brano è uno di salvezza, di riscatto. Dove mi trovo ancora schiavo? In esilio? Dove scopro una libertà nuova in me? Dove ho ancora bisogno di liberazione?

 

Poi, voglio notare quello che Dio dichiara ad ognuno di noi che fa parte del Suo popolo nel versetto quattro.

4ab] Perché tu sei prezioso ai miei occhi, / perché sei degno di stima e io ti amo

Egli dichiara: “Tu sei preziosi ai miei occhi“.

Fermati a pensare: “Cosa vuol dire che io sono prezioso agli occhi di Dio?” Prezioso vuol dire di grande e di immenso valore. Vuol dire qualcosa a cui uno è fortemente legato. Noi curiamo attentamente e con grande impegno le cose che ci sono preziose. E, qui, Dio dichiara che noi siamo preziosi ai Suoi occhi. Non che siamo preziosi per noi stessi… anzi generalmente siamo gente “da non grande prezzo”, con i nostri difetti e le nostre brutture, le tare di ogni tipo e dimensione che ci portiamo dietro… È Dio che ci vede “preziosi”. È il suo sguardo che ci vede così, perché è lo sguardo di un innamorato… quello sguardo un po’ folle dell’amore che non vede i difetti, e anzi li trasforma in meraviglie.

Quindi, questo vuol dire che Dio ci curerà perfettamente, potentemente e costantemente. Prego che Dio ci aiuti a comprendere questa verità meravigliosa!

  • Tu sei prezioso ai miei occhi! Credo veramente che Dio vuole rivolgere queste parole anche a me? Lascio che mi parlino in modo esistenziale? Cosa significa per me sentire che Dio mi ama, senza condizione, senza richiesta?

 

Poi, sempre nello stesso versetto, Dio dichiara che noi siamo onorati. Questo è incredibile. Noi, che eravamo peccatori separati da Dio, ora, in Cristo, siamo onorati da Lui. Noi che meritiamo solo punizione, siamo onorati da Dio, trattati con grandi onori. Nella nostra carne, non capendo le vie del Signore, potrebbe sembrarci che non siamo onorati, perché ci troviamo in profonde prove. Però, Dio ci rivela quello che noi non possiamo vedere con occhi umani. Indipendentemente dalle prove in cui ci troviamo, siamo onorati da Dio. Egli sta portando avanti la Sua buona opera in noi!

E poi, Dio ci fornisce una dichiarazione meravigliosa, quando afferma: “Io ti amo”.

Dio stesso, il Creatore di tutto e di tutti, il Re e Sovrano su tutto l’universo, Dio stesso dichiara che ci ama. Questo non è solamente un desiderio vago di curare un popolo scelto. Questa affermazione parla dell’amore personale e specifico di Dio per ogni singolo individuo del Suo popolo. Tu che ti senti debole, tu che, per l’ennesima volta, sei caduto nel peccato, tu che sei pieno di dubbi, tu che cadi spesso, tu sei amato da Dio stesso! Dio ti ama!

O Padre nostro, Ti prego di farci comprendere di più l’immensità di queste parole, come pregava Paolo, Ti prego di aprirci gli occhi, di fortificare il nostro uomo interiore, affinché possiamo comprendere l’altezza, la profondità, la lunghezza e la larghezza del Tuo amore che sorpassa la conoscenza. Questo è il Tuo amore per noi! Questo amore è così immenso che Ti è costato la vita di Gesù Cristo! Questo amore è un amore Eterno! Facci comprendere di più, Ti prego, la profondità della verità che Tu ci ami!

 

Parola apostolica-profetica per l’anno 2021 per la Chiesa Oikos

3 gennaio 2021

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il versetto centrale del brano si esprime in tre modi, che ampliano lo stesso messaggio: (1) sei prezioso, prezioso come un oggetto raro di valore; (2) degno di stima o anche degno di gloria, dalla radice KBD che significa sia peso che gloria (anche noi parliamo del peso di qualcosa nel senso di importanza), e infine, (3) Dio ci dice: io ti amo. Non un Dio che è amore in qualche senso vago. Ma un Dio che ci dice personalmente: io ti amo. Magari lo credessimo davvero!

Paura

“Ma ora così parla l’Eterno, il tuo Creatore… Non temere…” (Isaia 43:1) – Il brano biblico citato è parte del messaggio divino rivolto ad Israele, tramite il profeta Isaia, sulla futura cattività in Babilonia, conseguenza della disubbidienza.

Esso contiene la promessa della cura di Dio verso il Suo popolo durante e dopo l’esilio.

Dio rassicura Israele a non aver paura, perché Egli è in grado di far ritornare gli esuli nella terra promessa.

Il messaggio biblico è ricco di parole che, lungi dall’avere lo scopo di riempire pagine, sono scaturite direttamente dalla “bocca” di Dio per curare il cuore impaurito di chi giace nella difficoltà.

Spesso, quando si attraversano delle difficoltà o delle circostanze sfavorevoli, l’uomo

deve fare i conti con i timori.

“Non temere… tu sei mio!” (43:1)

Quest’affermazione divina dà al credente la certezza che supererà il momentaneo dubbio, frutto del timore di non appartenere a Dio.

Israele non doveva avere paura perché Dio l’aveva riscattato dalla schiavitù d’Egitto con un’azione potente. Israele, liberato dal giogo del faraone, era diventato proprietà

di Dio.

A rafforzare il concetto di proprietà vi è qui l’affermazione divina: “Tu sei mio”.

Il credente non deve dimenticare che in Cristo è stato redento dalla schiavitù del peccato e che, per questo, è diventato proprietà di Dio.

Ogni uomo difende ciò che gli appartiene, così Dio difende e protegge ciò che è Suo.

La paura svanirà quando al cuore del credente risuonerà la dolce voce dello Spirito di

Dio, che sussurra: “Tu sei mio!”.

A questo proposito, l’apostolo Paolo scrive ai credenti di Roma: “Lo Spirito stesso attesta insieme col nostro spirito, che siamo figliuoli di Dio” (Romani 8:16).

“Non temere… Io sarò con te” (43:2)

Il Signore cura la paura d’Israele assicurandogli la Sua presenza.

Quante volte, da bambini, siamo andati da nostro padre o da nostra madre in preda alla paura dell’oscurità.

La cura che ci hanno prestato è stata semplice ed efficace; non hanno fatto altro che parlarci ed assicurarci la loro presenza con una semplice frase: “Adesso siamo con te, non aver paura!”.

La voce e la presenza dei genitori hanno prodotto immediatamente quella serenità necessaria per gustare un sonno tranquillo.

Dio si rivolge ad Israele per garantire la Sua presenza durante le difficoltà, che nel brano biblico sono simboleggiate dall’acqua e dal fuoco. In ogni difficoltà il Signore sarà con il credente.

Egli non gli eviterà fiumi da attraversare, ma l’aiuterà a superarli, così come non evitò ai tre amici di Daniele la fornace ardente, ma li liberò dal fuoco.

Il Signore, che è fedele alle Sue promesse, adempì in favore dei tre giudei questa parola: “…quando camminerai nel fuoco, non ne sarai arso, e la fiamma non ti consumerà” (Isaia 43:2). Le avversità che si presentano nel cammino della vita possono produrre timore, ma la presenza di Dio allontana la paura e non permette al fuoco, e nemmeno alle acque, di travolgere i Suoi.

“Non temere… Io ti amo” (43:4)

Israele non doveva avere alcun timore perché era l’oggetto dell’amore di Dio.

Spesso, in preda alla paura, dubitiamo dell’amore di Dio, ma Egli non rinnega Se stesso, perché è amore (1 Giovanni 4:8).

Il Suo amore è immutabile nel tempo, efficace ed autorevole sulle circostanze.

Dio promette di far ritornare Israele in Palestina dalla cattività, per farlo utilizzerà una sola parola: “Dirò al settentrione: “Da!” e al mezzogiorno: “Non ritenere…” (Isaia 43:6).

Il fatto che si attraversano i fiumi o le fiamme ardenti della prova, non significa che Dio non ama, anzi proprio in quelle circostanze si scoprirà quanto l’amore di Dio sia grande e immenso. Israele sarebbe andato in esilio, ma avrebbe conosciuto ancora una volta l’amore di Dio.

Timori e paure si affacciano lungo il cammino della vita, ma possono essere vinti attraverso la fede, che permette di credere nell’efficacia della Parola di Dio quando ricorda l’appartenenza, la presenza e l’amore del Signore verso chi confida in Lui.

 

 

 

 

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